Marocco, tunnel parallelo per salvare Ryan caduto in un pozzo

Marocco, tunnel parallelo per salvare Ryan caduto in un pozzo (Getty)

Marocco, tunnel parallelo per salvare Ryan caduto in un pozzo (Getty)

Sono trascorse 48 ore da quando il piccolo Ryan è caduto in un pozzo a Chefchaouen, nel nord del Marocco.

Un funzionario marocchino coinvolto nelle operazioni di soccorso, ha fatto sapere che mancano poco più di una decina di metri per tirare fuori il bambino. Come riportano i media locali, i soccorritori che non si sono mai fermati, hanno scavato un pozzo parallelo.

“Le operazioni di perforazione sono eseguite con cautela per evitare ogni possibile crollo”, ha assicurato il funzionario.

Intanto il bambino, bloccato a 60 metri di profondità, è accovacciato nel fango come dimostrano le immagini che le telecamere dei soccorritori sono riuscite a riprendere.

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Il pozzo parallelo è stato scavato perché i tentativi di calarsi sono risultati vani: il diametro del pozzo è di 30 centimetri, ma si restringe fino a 20 centimetri impedendo agli speleologi di calarsi.

Da ormai due giorni le ruspe stanno dunque scavando un pozzo parallelo che dovrebbe raggiungere il bambino. “Siamo a oltre 22 metri di profondità, dovremmo farcela nelle prossime ore”, ha confermato il coordinatore delle cellula di pronto intervento. Sullo stato di salute del bambino le risposte sono meno sicure: “E’ difficile da dire in questo momento“.

Il bambino di cinque anni stava probabilmente giocando vicino al pozzo in una zona rurale del Marocco quando è caduto dentro. La sua storia, che sta commuovendo il Marocco, ha fatto tornare alla memoria quella di Alfredino Rampi, che il 10 giugno 1981, cadde in un pozzo artesiano vicino Vermicino. Tutti sperano che la sorte di Ryan sia diversa da quella di Alfredino che morì dopo quasi tre giorni di inutili tentativi di salvataggio.

Tutto ebbe inizio la sera del 10 giugno 1981 quando Alfredino era a passeggio nella campagna in zona Selvotta, in Frascati, dove si trovava in vacanza con la famiglia nella loro seconda casa. Il bambino chiese al padre Ferdinando, che era in compagnia di due suoi amici, di poter tornare a casa da solo per i prati. Quando il papà rincasò il bambino non era ancora arrivato. Era caduto in un pozzo e da lì non sarebbe più uscito vivo.

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