Booking.com, Italia chiede a Olanda di interrogare ex dirigenti in indagine fiscale

MILANO (Reuters) – La procura di Genova, che ha iscritto sul registro degli indagati due ex direttori finanziari di Booking.com nell’ambito di una indagine per omesso versamento dell’Iva da parte della società che gestisce la piattaforma online di prenotazioni turistiche, ha chiesto ai colleghi olandesi di interrogarli.

Lo hanno riferito a Reuters due fonti a conoscenza del dossier, aggiungendo che i magistrati italiani hanno inviato ai colleghi di Rotterdam un ordine di indagine europeo (Oie) per acquisire documentazione e sentire i due indagati.

La Guardia di Finanza lo scorso giugno ha contestato a Booking.com un’evasione dell’imposta sul valore aggiunto di 153 milioni di euro relativa ai soggiorni prenotati tramite la sua piattaforma dal 2013 al 2019.

Booking.com, che ha sede nei Paesi Bassi, funge da intermediario tra i proprietari e gli ospiti. Le strutture ricettive private che non sono gestite da professionisti spesso non hanno partita Iva. Tuttavia, le autorità fiscali italiane ritengono che l’agenzia di viaggi online dovrebbe riscuotere le tasse come sostituto di imposta e poi versarle al fisco.

Un portavoce di Booking.com ha detto che la società sta collaborando con l’inchiesta italiana.

“Stiamo continuando a collaborare attivamente e in modo trasparente con le autorità fiscali italiane nell’ambito del nostro impegno a garantire il rispetto di tutte le leggi locali e siamo ansiosi di portare avanti il dialogo”, ha affermato il portavoce.

Secondo la società, i proprietari di hotel e bed and breakfast che utilizzano la piattaforma sono responsabili della riscossione e del pagamento dell’Iva dovuta in Italia e negli altri Paesi dell’Unione europea.

Per la Guardia di Finanza, la mancata riscossione dell’imposta da parte di Booking.com, di proprietà di Booking Holdings Inc, con sede nel Delaware, le garantirebbe un vantaggio sugli altri gruppi alberghieri in uno dei mercati turistici più popolari del mondo.

L’agenzia delle Entrate ha confermato i risultati della verifica iniziale delle Fiamme Gialle su Booking.com e ha avviato un procedimento nel quale l’azienda ha la possibilità di pagare la somma dovuta o di contestare le accuse di illecito, hanno detto le fonti.

(Emilio Parodi, tradotto da Alice Schillaci in redazione a Danzica, in redazione a Roma Francesca Piscioneri)