“Arruolamento immediato per la guerra in Ucraina”: la nuova bufala che corre sul web

Sul web circola una falsa lettera di arruolamento nell'esercito (REUTERS/Mohamed Azakir)

Sul web circola una falsa lettera di arruolamento nell’esercito (REUTERS/Mohamed Azakir)

Una nuova bufala sull’arruolamento immediato degli italiani corre sul web. Nelle ultime ore infatti circola un documento, che porta la firma del Ministero della Difesa, che chiama alle armi gli appartenenti alle classi dal 1970 al 1980. L’oggetto della lettera è, appunto “arruolamento immediato“.

Nel falso documento si parla di invio al “fronte Ucraina-Russia nel caso lo richieda la proclamazione dello stato di allerta”. Ma si tratta appunto di una bufala che non ha nulla a che vedere con quanto sta succedendo a Kiev e dintorni ed è priva di fondamento.

La falsa lettera di arruolamento

“Gli appartenenti alla suddetta classe, i quali hanno svolto la leva obbligatoria militare dovranno presentarsi nel periodo che va dal 20 marzo al 31 marzo 2022, al distretto militare nella cui circoscrizione è compreso il comune di residenza, come specificato nell’art.4″ si legge nel testo della lettera di falso arruolamento.

Il documento dà dei dettagli specifici: “Coloro che per ragioni di residenza o di temporanea dimora all’estero non si trovino nella giurisdizione del proprio distretto dovranno presentarsi al distretto più vicino. I soggetti richiamati saranno sottoposti a dei test per verificare l’idoneità fisiche o psichiche. Il possesso dei requisiti necessari potrà essere di condizione d’arruolamento“.

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“I residente nella stessa località del distretto o in località vicine, si presenteranno alla sede del Distretto con i documenti di riconoscimento validi” si legge infine.

La notifica, si precisa persino, “vale agli effetti di legge per tutti gli interessati”. C’è pure la firma del direttore generale Paolo Gerometta. Ma è tutto falso. Uno scherzo di cattivo gusto che in tanti hanno ricevuto via posta e stampato per denunciare il tutto. In questi casi, infatti, è sempre meglio denunciare l’accaduto alla Polizia Postale che cercherà, con i mezzi a disposizione, di risalire alla fonte dello “scherzo” e prendere le giuste misure contro i “burloni”.