Ucraina, l’allarme dell’Oms: “Si rischia la catastrofe sanitaria”

Ucraina, l'allarme dell'Oms:

Ucraina, l’allarme dell’Oms: “Si rischia la catastrofe sanitaria” (REUTERS/Lisi Niesner)

Il conflitto in Ucraina potrebbe portare ad una catastrofe umanitaria gravissima: assistere i feriti e i malati sta infatti diventando sempre più difficile, soprattutto per le circa 200 strutture sanitarie che si trovano lungo le linee di conflitto o nelle aree teatro degli sconvolgimenti militari.

A lanciare l’allarme è l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), secondo cui in varie zone dell’Ucraina “si rischia l’interruzione dei servizi sanitari” e ci sono segnalazioni, “alcune già verificate”, di strutture sanitarie “danneggiate o distrutte”. “Ci sono già allarmi sulla disponibilità di posti letto“, riferisce l’Oms. Il ministero della Salute ucraino ha sospeso tutti i ricoveri programmati e le procedure elettive per fare spazio alle emergenze. I call center istituiti per il Covid-19 sono stati riadattati per gestire la crisi sanitaria derivante dalla guerra e le condizioni precarie date dal sovraffollamento di sfollati e rifugiati potrebbero presto causare un aumento del rischio di focolai di malattie infettive: non solo coronavirus, ma anche poliomelite o morbillo.

Ucraina, l'allarme dell'Oms:

Ucraina, l’allarme dell’Oms: “Si rischia la catastrofe sanitaria” (REUTERS/Valentyn Ogirenko)

Almeno tre importanti impianti di ossigeno sul territorio ucraino sono stati chiusi e le forniture sono “pericolosamente basse”; questo “ostacola il trattamento di una serie di condizioni, incluso il Covid-19”, spiega l’Organizzazione.

Gli attacchi armati, i danni alle strade e ai mezzi di trasporto e la mancanza di carburante rendono molto complicato il raggiungimento delle strutture sanitarie. L’Oms fa presente che ci sono “molti insediamenti isolati, che non hanno farmacie o centri medici” e che sono state interrotte le catene di approvvigionamento di farmaci, forniture mediche e altri beni. “Vengono già segnalati problemi legati alla scarsità di medicinali salvavita ed essenziali, come ossigeno e insulina, dispositivi di protezione individuale, forniture chirurgiche, anestetici ed emoderivati”, si aggiunge.

Ma non solo: oltre alle medicine, presto potrebbe mancare anche il personale sanitario, “sia per questioni di sicurezza che per gli spostamenti, all’interno del Paese o nei Paesi vicini”.

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