Feltri scrive a Fedez: “Sei malato? Fregatene, io ho il cancro”

Feltri scrive a Fedez:
Feltri scrive a Fedez:

Feltri scrive a Fedez: “Sei malato? Fregatene, io ho il cancro” (Photo by Elena Di Vincenzo/Archivio Elena Di Vincenzo/Mondadori Portfolio via Getty Images)

Vittorio Feltri ha scritto a Fedez dopo che il cantante e rapper ha raccontato della sua malattia su Instagram. E gli ha scritto direttamente con un editoriale pubblicato su Libero dal titolo: “Fedez, fregatene, pensa che io ho il cancro”.

Feltri ha rivelato così di essere ammalato di cancro e che la malattia lo ha costretto, lo scorso primo marzo, a sottoporsi ad un intervento chirurgico.

Feltri scrive a Fedez:

Feltri scrive a Fedez: “Sei malato? Fregatene, io ho il cancro” (Photo by Alessandro Bremec/NurPhoto via Getty Images)

“Caro Fedez – si legge nell’editoriale – ho letto dei tuoi problemi di salute, ne sono dispiaciuto e spero si risolvano presto. Sei un giovane di talento, hai una bella famiglia e comprendo il tuo stato d’animo di fronte alla malattia. Tutti siamo preoccupati della integrità del nostro corpo e tentiamo di tenerlo in forma per vivere sereni”.

Il direttore editoriale di Libero fa poi riferimento ad un’intervista che gli fece Fedez tempo fa confessando che, da allora, ha iniziato a seguire il rapper “con simpatia, anche se condivido un decimo delle tue esternazioni. Io d’altronde ho molte opinioni ma non ne condivido neanche una, quindi non posso concordare con le tue. Ciò non mi impedisce di avere simpatia per te, per cui sento di confidarmi su un tema che ci accomuna. Quello della salute perduta”.

VIDEO – Fedez su Instagram: “Purtroppo trovato un problema di salute”

La lettera di Feltri a Fedez continua così: “Io ho 78 anni, non ho mai avuto disturbi. Ogni 24 mesi mi sottopongo ad esami di laboratorio, voglio controllare che tutto vada bene. I responsi sono sempre andati bene, polmoni perfetti nonostante fumi da secoli come una ciminiera, fegato in ordine benché trinchi qualche bicchiere, perfino il cervello – e il particolare è sorprendente – funziona a meraviglia. Ma l’ultima verifica con la tac, metodo di contrasto dalla testa ai piedi, mi ha riservato una sorpresa spiacevole. Referto: nodulo al petto, parte sinistra (la sinistra mi è sempre stata sulle palle). Per me la parola nodulo non significava niente. Non mi sono spaventato. Ma la mia chirurga, una bella ragazza, mi ha detto che bisognava approfondire. Va bene, approfondisci e non rompermi. Svolto l’accertamento con un ago, il medico, Paola Martinoni, emette la sentenza: cancro, bisogna intervenire col bisturi. Lei è una chirurga oltre che essere bona, e il primo di marzo mi trovo in sala operatoria, mezzo biotto, pieno di vergogna. Anestesia totale, quindi il risveglio. Nessun dolore. Mi riportano in camera sveglio ed entra nella stanza un cameriere che mi porge una coppa di champagne offerto dalla équipe medica”.

VIDEO – Cos’è la demielinizzazione? Il processo che può portare alla sclerosi multipla di cui soffrirebbe Fedez

“Uscito dalla clinica – scrive ancora Feltri – mi sono recato al giornale, sedendo alla scrivania dove mi trovo pure in questo momento che ti scrivo. E ho lavorato come sempre senza confidare niente a nessuno. Non ne ho sentito il bisogno. Invece ora dico chiaramente a te e a tutti che ho il cancro, perché mai dovrei dichiararlo a bassa voce, in fin dei conti la mia non è una malattia venerea. Caro Fedez uno come te non ha peli sulla lingua e ha il diritto di esprimere i suoi timori e le sue ambasce. Ti prego, non farti intimidire dal morbo col quale hai iniziato una battaglia che potrai vincere con l’aiuto di Sanculo. Non deprimerti, i malanni fanno parte della natura che è nostra nemica, dobbiamo batterla con la volontà, una risorsa personale che non abbisogna della pietà di chi ci guarda con commiserazione per prevalere sulla sventura”.

Poi la conclusione di Feltri: “Non sono capace di consolarti, caro Fedez, però ti segnalo che io del mio tumore me ne sbatto i coglioni. Brutta frase, ma vera. Finché starò al mondo litigherò con chiunque, perfino col cancro. Dammi retta, non piangere, fai a pugni con la sfiga, avrai ragione tu”.