Lavrov: “Bucha? Messa in scena dell’Occidente e minaccia alla pace”

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Lavrov: “Bucha? Messa in scena dell’Occidente e minaccia alla pace” (Photo by Matthew Hatcher/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

Sono oltre 400 i corpi di civili uccisi recuperati nei territori della regione di Kiev riconquistati dalle forze ucraine, da Gostomel a Irpin fino a Bucha. Qui, in fila, su un’unica strada, sono stati rinvenuti i cadaveri di almeno 20 uomini, civili. Il sindaco del sobborgo alle porte di Kiev, Anatoly Fedoruk, ha denunciato che i civili uccisi sono stati trattati dai russi in modo disumano e la presenza di almeno altri 280 corpi in fosse comuni in città.

Delle ultime ore la notizia riportata dall’agenzia Unian del ritrovamento a Bucha di una camera di tortura usata dai soldati russi con i cadaveri di cinque civili piegati in avanti e con le mani legate dietro la schiena. La truppe russe avrebbero utilizzato il seminterrato di un sanatorio locale per bambini chiamato “Radiant”.

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All’indignazione dei leader mondiali al massacro di Bucha, risponde Mosca che nega le accuse sulla strage di civili. “Respingiamo categoricamente tutte le accuse”, ha detto durante una conferenza stampa il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che esperti del ministero della Difesa russo hanno trovato segni di “manomissione dei video” e “falsi” nei filmati presentati dalle autorità di Kiev come prova di un massacro di cui accusano la Russia.

Peskov, invita i leader internazionali a non fare accuse affrettate rispetto a quanto accaduto a Bucha. “La situazione è certamente grave” ha spiegato. La richiesta ai leader internazionali è quella di “non affrettarsi a rilasciare dichiarazioni e accuse radicali, ma richiedano informazioni da varie fonti e, almeno ascoltino le nostre argomentazioni”.

Rincara la dose il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, ripreso dalla Tass: “La situazione a Bucha è una messa in scena dell’Occidente e dell’Ucraina sui social network“. E aggiunge: “La Russia considera la situazione a Bucha una provocazione che minaccia la pace e la sicurezza internazionale”