Roma, 10 apr. (askanews) – “Il Pd ha lavorato con convinzione per una riforma necessaria e molto attesa. C’è l’accordo sui contenuti con significativi passi avanti da parte di tutti per giungere a un testo condiviso. Ma ora c’è anche la condizione precisa per centrare l’obiettivo: che siano ritirati gli emendamenti non concordati in maggioranza prima che inizino i lavori della commissione Giustizia alla Camera, e che non si voti contro i pareri di governo e relatoriÈ stato faticoso ma necessario. Senza questa garanzia non si comincia, almeno per noi…” .
Il Pd con la responsabile Giustizia Anna Rossomando, vicepresidente del Senato, alla vigilia dell’inizio delle votazioni in commissione Giustizia della Camera, esclude che la riforma di magìstratura e Csm possa andare avanti con il sostegno solo di una parte della larga maggioranza del Governo Draghi.
“Noi ci opporremo a qualunque tipo di strumentalizzazione. Basta usare la giustizia come strumento di offesa nella trattativa politica. Sarebbe da irresponsabili – afferma a Repubblica- mandare all’aria un lungo lavoro comune. Riterrei illogico, e inaccettabile, che la Lega votasse contro gli accordi raggiunti in maggioranza o a favore di emendamenti su cui il governo si dichiara contrario. Sarebbe clamoroso veder naufragare una riforma per la quale era arrivata anche la calda esortazione del Presidente Mattarella, tanto applaudita da tutti”.
Quanto alle accuse di incostituzionalità alla riforma venuta dall’Anm che minaccia lo sciopero delle toghe se venisse approvata, “credo sia – dice Rossomando- un giudizio ingeneroso. A tutela delle libertà del cittadino vanno garantite autonomia e indipendenza della magistratura, ma non si può partire dalla conservazione dell’esistente”.