Genova e Palermo al centrodestra unito direttamente al primo turno. Ballottaggio a Parma, Verona, Catanzaro e L’Aquila. Con il centrosinistra in testa e unito nelle prime due città. Questo l’esito degli exit-poll sulle sei maggiori città andate al voto in questa tornata di comunali e in attesa dello spoglio che inizierà alle ore 14. Secondo i dati del Viminale l’affluenza definitiva alle amministrative di ieri (818 Comuni su 818) è stata del 54,72%.
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GENOVA
Nel capoluogo ligure Marco Bucci, sostenuto dal centrodestra unito e da Iv per un totale di 9 sigle, la spunterebbe al primo turno con una forbice del 51-55%, su sette candidati, tra cui il principale contendente, Ariel Dello Strologo, a capo di una coalizione di centrosinistra (dato tra il 36 e il 40%) con il M5s. Un “campo largo” su cui sono puntati i riflettori per il risultato 5s nel voto di lista, nella città di Beppe Grillo.
PALERMO
Verso la vittoria al primo turno per il centrodestra unito anche a Palermo, nonostante le polemiche sulla scelta del candidato che ottiene tra il 43 e il 47%. Roberto Lagalla -secondo gli exit poll – avrebbe superato il quorum (bastava il 40% grazie alla legge comunale) e surclassato il candidato del fronte progressista Franco Miceli che si fermerebbe al 27-31%.
VERONA
A Verona la coalizione di centrodestra correva invece divisa: un vantaggio importante per il centrosinistra che, unito, surclasserebbe gli sfidanti andando al ballottaggio con l’ex calciatore Damiano Tommasi (dato tra il 37 e il 41%). Il derby nella città scaligera ha visto Salvini e Meloni appoggiare il sindaco uscente di Fdi, Federico Sboarina (27-31%), mentre Fi ha deciso di sostenere Flavio Tosi (anche lui tra il 27-31%).
L’AQUILA
Dovrebbe andare al ballottaggio anche l’Aquila tra l’uscente Pierluigi Biondi, sostenuto dal centrodestra (e dato tra il 49 e il 53%) e Stefania Pezzopane, accreditata dagli exit poll di una forbice tra il 23 e il 27. Fallisce quindi al primo turno la scommessa del “campo largo” di centrosinistra a trazione Pd: riprendersi il capoluogo d’Abruzzo e scalzare l’uscente Pierluigi Biondi (retto da sei liste tra cui Lega), uomo forte di Giorgia Meloni.
CATANZARO
E va al ballottaggio anche Catanzaro con il civico Valerio Donato, avanti con il 40-44% e Nicola Fiorita sostenuto da Pd ed M5s (31-35). La tornata nel capoluogo calabro è tra le più paradossali di queste elezioni giocate in molti luoghi senza schemi: Lega e Fi, senza il loro simbolo, sostengono Donato, ex Pd, con grande fastidio di Enrico Letta che ha gridato al trasformismo. E di Giorgia Meloni che si è staccata dalla coalizione per candidare Wanda Ferro.
PARMA
Parma, era invece l’unica città dove in partenza il Pd aveva qualche chance di affermarsi e gli exit-poll, anche se si va al ballottaggio, sembrano confermare i pronostici, con un risultato che balla tra il 40 e il 44% . La città è stata governata per due mandati dall’ex 5s, Federico Pizzarotti: lì il Pd sostiene Michele Guerra con la sinistra e con Italia Viva (ma non Azione di Calenda) e senza il M5s che non presentava una sua lista. Il centrodestra è andato al voto con Lega e Forza Italia a sostegno del vecchio sindaco, Pietro Vignali (ha raccolto tra il 19 e il 23%) , da una parte e con FdI, che appoggiava Priamo Bocchi, dall’altra (6-8%).
REFERENDUM
I referendum sulla Giustizia non raggiungono il quorum, fermandosi a una partecipazione del 20,95%. E’ il dato definitivo del Viminale (7.903 Comuni su 7.903). Al primo quesito (“Incandidabilità dopo condanna”) l’affluenza è stata del 20,95%; al secondo quesito (“Limitazione misure cautelari”) del 20,93%; al terzo quesito (“Separazione funzioni dei magistrati”) del 20,93%; al quarto (“Membri laici consigli giudiziari”) del 20,92%; al quinto (“Elezioni componenti togati Csm”) del 20,92%.
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