ROMA- Si entra nella settimana decisiva per il delisting della Roma. I risultati finora sono stati positivi, il primo tempo è stato di buon livello, chiuso in vantaggio, ma manca la ripresa che sarà decisiva. La Roma ha raccolto durante il periodo di offerta oltre al 30 per cento di quello che serve per arrivare alla meta e tutti sono concentrati nel raggiungere il traguardo. La società ha la facoltà di allungare di una settimana l’offerta, che scadrebbe venerdì, ma potrebbe non servire, se il trend dovesse confermarsi quello degli ultimi giorni. La Roma è partita dal 90 per cento e ora è molto vicina al 92, deve arrivare al 95 per centrare l’obiettivo. I Friedkin sono decisissimi a portare la Roma fuori dalla Borsa e dopo il primo tentativo andato a vuoto adesso hanno avuto buoni riscontri dai piccoli azionisti. A oltre 22 anni di distanza dalla quotazione, il club giallorosso punta ad uscire da Piazza Affari entro la fine di agosto, con un progetto che offre un loyalty program che non ha precedenti dedicato ai piccoli azionisti per convincerli a cedere le proprie quote. Dopo aver raccolto oltre il 3% del flottante del club nella fase di stake-building (delle ultime 40 offerte pubbliche solo tre hanno raggiunto l’obiettivo del 3% dello stake-building prima dei tempi necessari), salendo dall’86,8% iniziale fino a sfiorare il 90% con un investimento pari a circa 8,5 milioni di euro da parte della proprietà, adesso è in corso l’Opa, lanciata a 0,43 euro ad azione sul rimanente 10,005%. L’obiettivo per i Friedkin è quello di raggiungere almeno il 95% del capitale per procedere al delisting: se non dovesse accadere, la strada sarebbe comunque quella del delisting, ma tramite un piano B. Nella terza settimana di Opa, ci sono state adesioni per circa il 13,3% delle azioni ancora flottanti. Il totale già speso per questa operazione è di 12,1 milioni di euro: ai Friedkin manca ancora un 3 per cento. Restano sul mercato poco più di 50 milioni di azioni. Per raggiungere la soglia minima del 95%, dovranno essere consegnate altre 23 milioni di azioni, con un valore di 9,9 milioni di euro.
Incentivi per gli azionisti
In questa settimana bisogna andare a stringere, anche perchè la società può raggiungere l’obiettivo anche con un piano B, si arriva a detenere le azioni con combinazioni diverse, ma questa soluzione non contempla più il loyalty program che consente ai piccoli azionisti di andare a cena con i Friedkin, con Mourinho e di assistere a un allenamento in esclusiva. Nessun club offre queste opportunità ai suoi tifosi. Per ottenerle bisogna centrare l’obiettivo con il piano A, perchè il piano B è un’operazione finanziaria che prevede la fusione per incorprorazione della holding finanziaria Neep dentro la quotata Roma, un piano previsto dalla Consob. Il vantaggio di uscire da Piazza Affari significa aveva una società più dinamica dal punto di vista operativo. Oggi una società di calcio quotata è anacronista, ecco perchè a fronte di circa 100 club, in Borsa oggi ne sono rimasti solo sei: in Italia Juventus e Lazio oltre i giallorossi, poi Borussia Dortmund, Manchester United e una francese. Con l’aiuto dei tifosi la Roma può tornare ad essere esclusivamente una società di calcio.