Riportiamo quanto riferiscono le cronache, in particolare quelle de La Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Messaggero, Ansa, Tg mediaset…Quindi, nel caso di imprecisioni, confessiamo di riferire di seconda, anche se molteplice e convergente, mano. Dunque in quel di Toscana un giudice civile, chiamato a decidere su causa civile relativa alla sospensione dall’Ordine professionale di una psicologa no vax, ne ha disposto il reintegro nell’Ordine. E fin qui autonomia e libertà decisionale del giudice, al secolo la dottoressa Susanna Zanda. Sua la competenza, sua la responsabilità della decisione presa e trasformata in sentenza civile. L’autonomia della magistratura val bene una decisione che pur ragione non s’aspetta e interesse pubblico non si augura. Ma il giudice civile non si è limitato a questa di competenza, quella appunto di giudice civile. Ha indossato ed esibito in manifesta flagranza altre competenze.
Il Dna.. Rna per la verità
In motivazione della sua decisione il giudice civile si è fatto anche biologo, biologo pop. Alla biologia pop non puoi chiedere la pignoleria di sapere e distinguere tra Dna e Rna, due entità diverse la cui diversità si apprende anche sui manuali ed elementi minimi di biologia alle scuole superiori. Già, la scuola, a scuola. Ma chi se ne ricorda? Così il giudice civile scrive e motiva “sperimentali e invasivi da insinuarsi nel Dna, alterandolo in modo che potrebbe risultare irreversibile con effetti oggi non prevedibili per la vita e la salute”. Chi sono questi “sperimentali e invasivi”? Ovvio, i vaccini anti Covid, anzi i “sieri” come la biologia pop indulge a chiamarli. Molti hanno letto che sono vaccini a tecnologia mrna. Ed hanno orecchiato, sono andati a…rumore. Dna e Rna suonano uguale, quindi sono vaccini che vanno nel Dna. Anzi, subdoli, nel Dna si “insinuano”.
La biologia pop non conosce anzi scomunica ogni metodo scientifico sperimentale. Accetta solo farmaci sicuri ed efficaci della cui sicurezza ed efficacia ci sia certezza prima che siano sperimentati. Altrimenti sperimentazione è sinonimo di peccato, inganno, truffa, male annidato in malevole intento. Alla biologia pop vuoi spiegare, anzi ricordare che ogni atto medico e in fondo ogni esperienza è necessariamente frutto di esperienza empirica e che la sperimentazione è la scienza? La biologia pop risponderà co un chi me lo dice e assicura cosa succederà nel lungo periodo? Se dai la risposta vera e giusta e cioè la sperimentazione, allora la biologia pop grida all’avvelenamento di massa. Coerentemente con la biologia pop la dottoressa in legge Susanna Zanda esprime certezza (sperimentale?) che i sieri invadano, si insinuino nel Dna. Dove l’ha studiato, visto, sperimentato? O sui social o in qualche talk-show, altrove non vi è traccia, documentazione, prova di questa certezza della dottoressa.
Le migliaia di vittime
Giudice civile e biologa pop, la dottoressa non si ferma qui. Altra sua esibita competenza è quella di giornalista alternativa, anzi di giornalista di inchiesta, anzi di operatrice della contro informazione. Sempre a sua scrittura si legge infatti di “migliaia di vittime” dei vaccini. Migliaia di uccisi non dal Covid ma dal vaccino. Di questo si legge solo e soltanto sulle scritte No Vax sulle mura dello Spallanzani. Le migliaia di morti ammazzati dal vaccino sono solo e soltanto nella letteratura No Vax la più militante che c’è. Nessun altro sul pianeta tranne i No Vax militanti e belligeranti ha visto le migliaia di morti ammazzati dai vaccini. Ma il giudice civile biologa pop ne è sicura, sicura ci siano stati. Le sue fonti e prove sono con tutta evidenza i protocolli no vax. L’impressione, più che l’impressione, è che il giudice civile abbia reintegrato un cittadino ricorrente alla magistratura civile e che la biologa pop e la giornalista alternativa abbiano redatto le motivazioni per una collega, anzi sorella di fede no vax.