Ferraris (Fs): “Integrazione e infrastrutture per una Italia più veloce”

Ferraris (Fs):

ferrovie dello stato
ferrovie dello stato

Luigi Ferraris, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, in una intervista al “Foglio” spiega che “abbiamo bisogno di aziende che operino in una logica di sistema con una programmazione di lungo periodo che sappia intercettare i trend in tempo utile”. La capacità di essere competitivi – aggiunge il manager – va stimolata. “L’esperienza in molti gruppi a partecipazione statale (Finmeccanica, Enel, Poste, Terna prima delle Fs) mi ha insegnato che possono essere competitivi se sanno rispondere al pungolo della concorrenza e al mercato”. Non è in vista nessuna privatizzazione per le Fs, né acquisizioni estere dello stesso peso, ma nemmeno uno statalismo vecchio stile o una chiusura nei confini nazionali, al contrario l’azienda opera già in Francia, Regno Unito, Olanda, Germania, entro fine anno in Spagna e in Grecia dove realizza un servizio veloce tra Atene e Salonicco a 200 chilometri l’ora. Ferraris ci tiene a sottolineare quanto sia complesso il gruppo del quale è alla guida. Una struttura complessa che, secondo il piano decennale presentato il 16 maggio, è chiamata a gestire 110 miliardi di euro per la rete ferroviaria e 50 miliardi per quella stradale. La parola chiave è “Integrazione” e il cardine di tutto sono le “infrastrutture intelligenti”, in grado di dialogare tra loro. Le Fs vogliono collocarsi al centro di una ragnatela di accordi con le imprese di trasporto per dar vita a un sistema articolato nella logistica. Grandi colossi internazionali si stanno muovendo in questa direzione.

Msc controlla il porto di Gioia Tauro, è entrata nel trasporto su gomma e ferrovia, vuole acquisire Ita e realizzare lo slogan ‘cielo, terra e mare’ che Vittorio Valletta aveva lanciato per la Fiat. “Ci siamo anche noi e possiamo fare lo stesso attraverso partnership mirate, in altre parole, in un nuovo `campo da gioco’ di importanza strategica”. “L’Italia – osserva l’amministratore delegato – per la sua posizione geografica può essere l’ideale hub dei trasporti nel Mediterraneo e le Fs si candidano a diventare protagoniste di questo vasto progetto”. Ma servono infrastrutture adeguate. Ciò vale anche per l’energia. L’obiettivo è produrre in casa almeno il 40 per cento dei consumi, anche con nuovi impianti da fonti rinnovabili per due gigawatt. E qui Ferraris fa ricorso ai venti anni trascorsi nel mondo elettrico. Si è diffusa l’idea che più sole, vento e acqua significhi meno infrastrutture. Non è così, dice: “Il sistema è molto complesso e richiede una trasformazione della rete per garantire stabilità e sicurezza. Le rinnovabili hanno meno inerzia, un loro calo si riflette immediatamente sull’intera rete, quindi ci vogliono impianti di stoccaggio in grado di immagazzinare l’energia per colmare le fasi di caduta. Per ogni euro di rinnovabili, insomma, va speso un euro nella rete”. Ecco i due mantra: integrazione e infrastrutture. Le Fs intendono fare la loro parte, senza sottrarsi alla verifica e al confronto. Questo è il messaggio. Ma occorre sostegno politico e consenso sociale.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram