Batterie: il passaporto per le batterie che rispetta ambiente e diritti umani

Un gemello digitale della batteria reale. Al Forum Economico di Davos protagonista non solo economia ma anche la tutela dell’ambiente per un domani più verde. Con questa finalità è stato presentato, in via sperimentale, il “**passaporto digitale per le batterie**”, un prototipo sviluppato dalla Global Batteries Alliance. Obiettivo registrare l’impatto in termini di emissioni, concentrandosi su altre due dimensioni chiave.

Inga Petersen, Direttore esecutivo della Global Batteries Alliance ci spiega che “La prima registra dati tecnici della batteria come il tracciamento e le fasi della sua produzione, la sua capacità. Sul lungo termine comprenderà però anche informazioni sul contenuto di materiali riciclati e su come smontarne le componenti per un ulteriore riuso. La seconda componente che viene registrata nel passaporto digitale per le batterie è poi la provenienza dei materiali”.

Un milione in Europa e 10 milioni nel mondo, i posti di lavoro che il mercato delle batterie dovrebbe creare entro il 2030. Una possibilità di rilancio anche per i paesi africani o dell’America Latina, da cui provengono cobalto e litio, le principali materie prime utilizzate.

“Non vogliamo che la transizione verde si trasformi in un ‘neocolonialismo della sostenibilità’, in cui i paesi ricchi finiscano per trarre tutti i profitti delle materie prime. I benefici che ne derivano devono essere equamente distribuiti nel mondo e andare anche ai loro paesi produttori, che in alcuni casi dipendono quasi del tutto da queste risorse”, prosegue Inga Petersen.

Il passaporto digitale è tra le raccomandazioni previste dalla regolamentazione dell’Unione europea sulle delle batterie, attualmente in discussione. La sua entrata in vigore obbligatoria è attesa a partire dal 2026.