
PREVISIONE METEOROLOGICA, SI PARTE DALLA RILEVAZIONE DEI DATI – Le previsioni meteorologiche sono frutto del calcolo di complessi modelli matematici, basati sulle equazioni fisiche che regolano l’atmosfera le quali, a partire da un set di dati iniziali, proiettano lo stato dell’atmosfera nel futuro. Queste equazioni risultano estremamente complesse e per la loro risoluzione necessitano di elevata potenza di calcolo (che negli ultimi anni ha raggiunto livelli effettivamente significativi con i supercomputer), ma non solo: la loro complessità descrive di fatto matematicamente quanto la nostra atmosfera sia un sistema caotico, non lineare, definito da un numero notevole di parametri meteo-climatici con innumerevoli interconnessioni ad altri sistemi fisici, quali ad esempio il tipo di superficie terrestre con il quale interagisce. Per risolvere le equazioni dell’atmosfera si rende dunque necessario ‘semplificarle’ in parte applicando delle approsimazioni e differenti modellizzazioni/parametrizzazioni dell’atmosfera stessa. Un processo che già induce intrinsecamente un margine di errore nelle proiezioni future e che differenzia le basi modellistiche applicate. Lo ‘scheletro’ del modello fisico-matematico è inoltre rappresentato dal cosidetto ‘passo di griglia’, ovvero la distanza tra i punti di utilizzo dati/parametrizzazione che ne definisce la struttura: tanto più il passo di griglia è fitto, tanto più il modello matematico è in grado ad esempio di parametrizzare e simulare i fenomeni meteorologici a scala ridotta, come un temporale (a differenza delle precipitazioni indotte dalle grandi perturbazioni atlantiche, che agiscono a scale spaziali ma anche temporali decisamente più dilatate).
Come anticipato, i modelli fisico-matematici per proiettare lo scenario meterologico nel futuro hanno bisogno di un set di dati iniziali: quest’ultimi vengono forniti dalle circa 2000 radiosonde che vengono ogni giorno lanciate in atmosfera libera al fine di profilarne i parametri quali ad esempio pressione, temperatura, umidità e vento nei vari livelli. Contestualmente ci si avvale anche delle rilevazioni satellitari sulla superficie terrestre ormai sempre più accurate e approfondite.
L’ELABORAZIONE DELLA PREVISIONE METEOROLOGICA – Una volta fatto ‘girare’ i modelli fisico-matematici nei supercomputer, si ottengono degli output che sono la fotografia del futuro di tutti i parametri meteo come posizionamento delle perturbazioni, temporali, intensità e distribuzione delle precipitazioni, temperature, direzione e intensità dei venti e così via. Questi output tuttavia possono presentare differenze tra loro talora anche significative a parità di scadenza temporale, questo a causa della differente modellizzazione dell’atmosfera. Qui entra in gioco l’esperienza del meteorologo, che analizza i dati e li contestualizza al microclima locale (in tal senso l’Italia è una delle zone più complesse al mondo per realizzare una previsione, dal momento che in essa interagiscono Mediterraneo, Alpi e Appennino). In 3Bmeteo ci avvaliamo di un team di 20 meteorologi certificati provenienti da tutta Italia e che per l’elaborazione della previsione si avvalgono degli output di modelli, sviluppati internamente, che ritengono migliori applicati ad una specifica circostanza e area. A questo punto viene compilato un sofisticato software gestionale dal quale poi si trasmette la previsione finale sul sito e sull’app. Questo processo inizia la mattina presto, anche alle 6, in modo da avere una previsione quanto prima aggiornata.
AFFIDABILITA’ DELLA PREVISIONE ED ERRORE PREVISIONALE – Come già detto l’atmosfera è un sistema estremamente caotico e le equazioni che la regolano talmente complesse da necessitare, ad oggi, di alcune approsimazioni per essere risolte. Circostanze, queste, che inducono già intrinsecamente un margine di errore: una previsione meteorologica non potrà mai essere perfetta ovunque al 100%, ma piuttosto esprime una probabilità che il fenomeno previsto si concretizzi. Da questa probabilità scaturisce poi l’affidabilità (o attendibilità) della previsione stessa, che ne è direttamente proporzionale. In questo senso la previsione va consultata sempre con senso critico, ovvero ricordandosi che si tratta di una probabilità più o meno elevata che si realizzi. Man mano che la previsione si sposta in avanti nel tempo, quindi ad esempio dal quarto o quinto giorno, fisiologicamente l’attendibiltà della stessa cala: vale a dire che ha maggiore probabilità di subire modifiche e va quindi intesa come una linea di tendenza generale. Vanno però fatti dei distinguo: l‘affidabilità della previsione può risultare piuttosto bassa già dal secondo-terzo giorno di previsione quando si ha a che fare con instabilità atmosferica senza ad esempio la presenza di una perturbazione strutturata, per la quale le precipitazioni colpiscono in modo estremamente disomogeno non solo spazialmente ma anche temporalmente. Viceversa in caso di presenza di un robusto e duraturo anticiclone una previsione può avere sufficiente affidabilità anche oltre i 4-5 giorni. In parole povere: in caso di marcata instabilità atmosferica è necessario aggiornare la previsione (e aggiornarsi nella consultazione) molto più frequentemente rispetto a una situazione stabile.
L’IMPORTANZA DEL NOWCAST E DEL FORECAST – Una volta elaborata la previsione, la stessa va ‘seguita’ passo passo, allineandola in base alle effettive condizioni meteorologiche in corso a livello locale. Quest’attività viene chiamata nowcast e si avvale di strumenti quali radar, satellite e stazioni meteorologiche distribuite sul territorio, altresì applicata nell’arco dell’intera giornata dalla mattina alla tarda sera. In aggiunta, sulla base del nowcast e degli aggiornamenti modellistici nell’arco della giornata, può essere necessario rivalutare la previsione non solo nell’ora in corso ma anche nelle ore immediatamente successive, attività che viene chiamata forecast.
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