Lo stile dei Teatini, a differenza di altri ordini più modesti nelle apparenze, rifletteva una comprensione particolare della povertà: una virtù interiore che non doveva escludere l’apprezzamento della bellezza creata. Come affermava Romano Guardini, “L’arte è una creazione sublime, un’immagine dello Spirito divino” e i Teatini sembravano aver abbracciato questa visione, trasformando le loro chiese in opere d’arte che parlano dell’ineffabile.
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