
La nuova opera di Massimiliano Finazzer Flory.
Chi di noi pensando alla Divina Commedia non vede davanti ai propri occhi immagini dell’Inferno? Chi di noi leggendo Dante non ha visioni e forse allucinazioni? Eppure Dante non ha disegnato nulla. Raccontare la Divina Commedia come un’illustrazione onirica in movimento attraverso il corpo è il film di Massimiliano Finazzer Flory, dove la danza diventa la carta e la penna la voce. Un viaggio di 21 canti in 27 minuti – secondo una simbologia cara a Dante – segnano il percorso psichico di un bambino e di un vecchio attore che vedono, o credono di vedere, la Divina Commedia come parola che si fa carne, balletto di anime – ora dannate, ora salvate – dalla Parola. Con la voce fuori campo di Massimiliano Finazzer Flory, che alterna prosa e poesia pura, si vive dunque il viaggio, di Dante come ricordo del viaggio come sua nostalgia.
Nel film il teatro come luogo fisico diventa la grande metafora del Dante pensiero. Dipende da noi come attraversare il palcoscenico della vita, ma alla fine il sipario si apre e il giudizio avverrà.
Dante, per nostra fortuna offre anche l’occasione per sottolineare con il cinema d’arte che vede Massimiliano Finazzer Flory pioniere di un’estetica abbia un linguaggio universale e sia un messaggio di salvezza per l’umanità.
In Italia il film avrà la sua prima il 25 marzo a Ravenna per proseguire poi a Mantova, Brescia, Verona, Milano, Torino, Monza, Vigevano, Lodi, Voghera, Sarzana, Vinci.
All’estero a Mosca, Manila, Hong Kong, Malta, Buenos Aires, Tel Aviv, Oslo, Santo Domingo, Miami.