California, un incendio distrugge Chinese Camp: in cenere la città fantasma della corsa all’oro

Un vasto incendio ha distrutto gran parte di Chinese Camp, un insediamento storico della corsa all’oro situato nella contea di Tuolumne, circa 160 chilometri a est di San Francisco, in California.

Le fiamme, scatenate martedì scorso da una serie di fulmini, hanno ridotto in cenere numerosi edifici del XIX secolo, lasciando dietro di sé solo resti fumanti. Tra le strutture colpite ci sarebbero anche costruzioni di grande valore storico, come l’ex-ufficio postale e la chiesa cattolica di San Francesco Saverio, uno dei luoghi di culto più antichi della regione.

In California ci sono diverse città fantasma della corsa all'oro: questa è Bodie
© Paul Giamou 2010

Una tempesta di fulmini sulla secca vegetazione

Secondo Cal Fire, l’agenzia antincendio dello Stato, il rogo di Chinese Camp fa parte di un disastro ambientale denominato TCU September Lightning Complex: una serie di 22 incendi distinti che hanno mandato in fumo circa 5.000 ettari di terreno.

L'incendio al Chinese Camp in California

Tutto è iniziato quando una forte tempesta ha attraversato la zona e i fulmini hanno acceso la vegetazione resa secca dalla torrida estate californiana. Centinaia di vigili del fuoco sono stati mobilitati per contenere le fiamme, trovandosi a lavorare in condizioni difficili a causa di terreni impervi e dei forti venti generati dalle celle temporalesche.

Sono stati segnalati danni a diverse strutture e rimangono attivi ordini e avvisi di evacuazione per le comunità a rischio, incluse le terre delle tribù native che vivono nell’area.

L'incendio al Chinese Camp

Gli incendi boschivi sono fenomeni ricorrenti nell’ovest degli Stati Uniti, ma l’intensificarsi della crisi climatica ne sta aumentando anno dopo anno frequenza e capacità distruttiva. Come dimostrato anche dalla catastrofe ambientale che lo scorso gennaio ha visto bruciare oltre 150 chilometri quadrati di territorio a Los Angeles, con 6 mila case e 16 mila strutture andate distrutte.

Fu abbandonata dopo un altro incendio nel 1918

La storia di Chinese Camp, oggi considerata una “città fantasma”, affonda le sue radici nel periodo della corsa all’oro scatenatasi in California a partire dal 1849. Fondata come Camp Washington, cambiò presto nome con l’arrivo di migliaia di cercatori d’oro cinesi e divenne rapidamente un vivace centro di commercio e uno snodo dei trasporti, con una vivace vita comunitaria. Fu anche sede della prima “Tong War” registrata in California: uno scontro senza esclusione di colpi tra associazioni cinesi rivali.

Il declino di Chinese Camp iniziò a partire dal 1882 e venne quindi reso inarrestabile dalla costante contrazione dell’attività mineraria e dalle restrizioni all’immigrazione cinese da parte del governo americano. La popolazione diminuì drasticamente e dopo un grande incendio del 1918 gran parte degli abitanti lasciò la cittadina.

Secondo i dati dell’ultimo censimento, il villaggio ospitava ancora alcune decine di residenti, ma quest’ultimo rogo rischia di cancellare per sempre una delle maggiori testimonianze di quell’incredibile e avventuroso periodo in cui si svolse la corsa all’oro.