Occidente sotto pressione. “Non è un attacco. Mosca ha altre priorità”

Roma, 11 settembre 2025 – “Una violazione seria dello spazio aereo? Sicuramente sì. Un attacco all’Europa? No”. Alessandro Politi è direttore del Nato Defense College Foundation, unico centro di ricerca non governativo riconosciuto dall’Alleanza atlantica e invita alla calma.

Direttore, stiamo assistendo a un’escalation di provocazioni russe nei confronti dell’Europa e della Nato?

“Va ricordato che durante tutta la Guerra fredda c’erano frequenti intrusioni sovietiche nello spazio aereo Nato. Era una cosa normale e lo è anche oggi. Ovviamente la Polonia è estremamente sensibile vista la vicinanza alla Russia”.

Droni russi in Polonia
epa12367712 Polish National Territorial Defense Forces at the crash site of a Russian drone in the village of Wohyn, eastern Poland, 10 September 2025. Polish Prime Minister Donald Tusk reported that 19 violations of Polish airspace occurred overnight during a Russian attack on Ukraine, with drones repeatedly violating Polish airspace. EPA/WOJTEK JARGILO POLAND OUT

Ha abbattuto i droni.

“Se la Polonia ha ritenuto che fossero pericolosi ha agito correttamente. C’è però un’informazione che va vagliata con cura perché arriva dai bielorussi che dicono di aver contattato la Polonia, segnalando l’arrivo di droni che erano stati mandati fuori dal loro percorso da misure di guerra elettronica. Anche in passato sono caduti pezzi di missile in territorio polacco, da qui a dire che siano stati attaccati però ce ne corre. E infatti il Consiglio atlantico è riunito per discutere in base all’articolo 4 della Nato e non all’articolo 5 che si invoca nel caso di un attacco a uno Stato membro”.

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La Russia però conduce numerose attività in Europa.

“C’è un’intensa attività di propaganda e disinformazione, che viene definita ‘guerra ibrida’. Ma la Russia ha in corso da tre anni una guerra in Ucraina che le sta costando cara e non credo che abbia tutta questa voglia di complicarsi la vita con la Nato. Certo, ci si può sbagliare. Ma i russi avranno tutto il tempo per saggiare la credibilità dell’articolo 5 della Nato una volta conclusa questa guerra”.

Von der Leyen ha parlato della necessità di rafforzare le difese sul fronte orientale.

“La presidente esprime un punto di vista europeo che ha punti in comune con quello della Nato, ma non coincide completamente, perché la Nato ha un approccio di sicurezza di 360 gradi e non va dimenticato cosa succede a sud. Ciò detto, la necessità di rafforzare la deterrenza convenzionale europea è pacifica. Ma un punto molto importante è quello della standardizzazione degli armamenti europei e questo non sta avvenendo. Ogni Paese va ancora per conto suo”.

Le nostre difese antiaeree potrebbero resistere ad attacchi simili a quelli che sta subendo l’ucraina?

“Dipende dal Paese e dalle forze degli alleati schierati in quel Paese e in parte si tratta di informazioni classificate (segrete, ndr). La dichiarazione di Rutte, il Segretario generale della Nato, parla di difesa aerea di successo con diversi alleati che hanno contribuito al risultato. Possiamo dire, è noto, che non abbiamo una grande abbondanza di missili antiaerei, anche perché molti li abbiamo già forniti all’Ucraina. Oltre un certo limite non si può andare”.