Regionali, Tridico: “Convergenza ampia sul mio nome. In Calabria un laboratorio politico”

Roma, 16 settembre 2025 – Due di pomeriggio, 30 gradi, sole a picco: in Calabria è ancora piena estate. Pasquale Tridico, M5s, sta percorrendo la Salerno-Reggio. Europarlamentare di fresca nomina, con tanto di trasferimento a Strasburgo, a fine agosto ha accolto la candidatura a governatore e si è trasformato in una pallina da flipper. L’agenda è fitta: “Stiamo andando dal Pollino all’Aspromonte, dallo Jonio al Tirreno, paese dopo paese, tra le aree interne abbandonate dalla giunta Occhiuto. Questa regione è immensa”.

Onorevole, lei a Strasburgo si era messo a testa bassa sui dossier. Le cronache riportano una decisione sofferta. È così?

“Mi piace il lavoro in Europa. Ma un mese fa ho visto crescere un moto che dai politici è arrivato alla gente. E mi sono convinto”

Ha messo d’accordo tutto il campo largo. Un miracolo.

“Per la prima volta la Calabria è stata un laboratorio. Tanto che dopo di noi sono arrivati gli accordi anche nelle altre regioni”.

La Calabria un laboratorio?

“C’è stato un dialogo serio, si sono definiti dieci punti di programma chiari e si è creata una convergenza ampia sul nome. A quel punto ho accettato. Ma fin qui siamo alle motivazioni politiche”.

C’è dell’altro?

“C’è l’indignazione che che mi ha mosso da calabrese. Occhiuto ha fatto un ’Papeete’ come Salvini: si è dimesso in piena estate, cercando di sviare l’attenzione dai suoi guai e sperando di trovare un centrosinistra e il M5s impreparati”.

Dimettersi è un segno di rispetto nei confronti dei cittadini, no?

“E allora, se lo è, te ne stai tranquillo ad aspettare l’esito del processo. Non ti ricandidi”.

La sanità è il vostro terreno di scontro. Occhiuto dice di averla salvata. Per lei è allo sfascio.

“Occhiuto ha avuto pieni poteri sulla sanità, da presidente e commissario, ed è stato complice con Scopelliti, che nel 2011 ha chiuso 18 ospedali. La nostra sanità è quella di un Paese in via di sviluppo. Reparti all’osso, carenza di medici, persone che muoiono perché l’ambulanza non arriva: 4 negli ultimi mesi. Situazione aggravata dal conto mostruoso pagato alle regioni che accolgono i pazienti che qui non riescono a curarsi. Solo che la sanità è pubblica: la pagano pure i calabresi”.

In Calabria, Puglia, Campania, l’accordo c’è. Allora perché Conte dice che quella tra Pd e M5s non è una coalizione?

“Pd e M5s oggi sono divisi principalmente da difesa e politica estera. Entrambi i temi non riguardano le regioni. Nelle regioni siamo partiti da temi chiari e condivisi, e l’accordo è arrivato”.

Cosa spera per la sua Calabria?

“Una nuova primavera, come è stato a Napoli e in Puglia. Ora tocca a noi, il passaggio successivo è federare finalmente il Sud”.

E da cosa partire per federarsi?

“Dai punti in comune: contrasto alle mafie, cultura, università, politiche industriali. E servono soprattutto i collegamenti. Oggi la via più breve per arrivare a Bari partendo da Reggio è un aereo per Milano, lei si rende conto?”

Per la Sicilia ci sarà il Ponte…

“In Calabria non c’è alta velocità, la statale 106 è una strada della morte, non ci sono connessioni veloci tra capoluoghi e trasversali, né ferroviarie né stradali. Io direi che il ponte quantomeno non sia prioritario, lei che dice?”.

Ha proposto il reddito di dignità regionale ed è scoppiato un putiferio. È un nuovo reddito di cittadinanza, si è detto, o una mossa populista. È così?

“Da economista studio disuguaglianze e povertà da anni. Qui un abitante su due è a rischio povertà. È il dato più alto di tutta l’Europa. Oggi dell’assegno di inclusione beneficiano disabili, minori e anziani, ma un 58enne occupabile senza lavoro continua a morire di fame. Io ho proposto di unire i progetti di inclusione alle politiche attive per il lavoro, dall’istruzione al recupero degli occupabili, nei progetti culturali, nelle aree interne, nei siti archeologici. Così si potrà usufruire dei fondi Ue”.

Lei e Occhiuto ve le state dando di santa ragione. Ma c’è un video in cui vi vedete e vi venite incontro per darvi la mano.

“La mia proposta per una Calabria migliore è in netto contrasto con le politiche di Occhiuto. Ma un avversario politico non è un nemico personale. Dunque, se ci incrociamo, ci diamo la mano.