Roma, 22 settembre 2025 – La Nato inizierà a dispiegare in Polonia e in Romania i sistemi turchi di sorveglianza aerea avanzata Merops (Multispectral Extended Range Optical Sight), alla luce delle crescenti preoccupazioni per le incursioni dei droni russi nello spazio aereo alleato.
L’annuncio segue quello che le autorità polacche descrivono come diciannove violazioni dello spazio aereo nazionale avvenute nella notte tra il 9 e il 10 settembre, episodi che hanno reso più pressanti le richieste di un monitoraggio più rigoroso lungo il fianco est della NATO.
Sviluppato dall’azienda turca Aselsan, Merops “può essere montato su elicotteri e droni ed è in grado di individuare i sistemi nemici attraverso le nuvole e la polvere. È stato presentato pubblicamente per la prima volta nel 2022”, riporta la Süddeutsche Zeitung.
Secondo l’agenzia di stampa tedesca DPA, l’addestramento sul funzionamento del sistema inizierà con il sostegno ucraino già dalla prossima settimana.
Gli analisti affermano che il dispiegamento rafforzerà la capacità di allerta precoce e accelererà la reazione alle minacce dei droni, ormai divenute una caratteristica persistente della guerra russo-ucraina e delle sue ripercussioni sugli Stati vicini.
La decisione evidenzia anche un più ampio spostamento verso sistemi di sorveglianza ottica, a complemento dei radar e delle tradizionali risposte dei caccia, nell’ambito dell’evoluzione della strategia di polizia aerea della Nato in Europa orientale.
Intanto, la Polonia si prepara a compiere un altro passo nel rafforzamento delle proprie capacità difensive. Il Dipartimento di Stato americano ha approvato la scorsa settimana la possibile vendita a Varsavia di 2.506 missili anticarro FGM-148 Javelin e 253 lanciatori Javelin Lightweight Command, per un valore complessivo di circa 780 milioni di dollari (662,7 milioni di euro).
L’agenzia statunitense per la cooperazione nella sicurezza della difesa (DSCA) ha notificato la proposta al Congresso, che dovrà esprimersi per il via libera definitivo. Il ministro della Difesa polacco, Władysław Kosiniak-Kamysz, ha commentato la decisione con soddisfazione, scrivendo sui social: “Ulteriori Javelin per l’esercito polacco! Il Dipartimento di Stato americano ha accettato di vendere missili e lanciatori, insieme all’addestramento necessario e ai pezzi di ricambio”.
Per Varsavia non si tratta del primo acquisto di sistemi Javelin: nel 2020 erano già stati ordinati 60 lanciatori e 180 missili per 54 milioni di dollari, mentre nel 2023 un nuovo contratto aveva portato altri 50 lanciatori e 500 missili per un valore di 103,5 milioni di dollari. L’attuale proposta porterebbe il numero totale a oltre 3.000 unità, confermando la centralità di quest’arma nella strategia polacca.
I missili Javelin, noti per la loro efficacia fire-and-forget e una gittata fino a 4 chilometri, si sono già dimostrati decisivi sul campo di battaglia ucraino, contribuendo a respingere i mezzi corazzati russi nei primi mesi dell’invasione del 2022.
L’accordo, se approvato dal Congresso americano, rafforzerebbe ulteriormente il legame strategico tra Varsavia e Washington, già uno dei pilastri della postura Nato sul fianco orientale. Per la Polonia rappresenterebbe al tempo stesso un passo avanti verso l’obiettivo di disporre di una difesa credibile e autonoma, capace di fronteggiare scenari di conflitto convenzionale e ibrido.