Regionali in Campania, De Luca per ora non si sfila. E FI fa campagna acquisti

Napoli, 25 settembre 2025 –  È lui stesso ad alimentare il giallo. Proprio quando, dentro e fuori il Pd, tutti si erano convinti che Vincenzo De Luca non sarebbe stato della partita alle regionali in Campania del 23 e 24 novembre, ecco che è lo stesso governatore uscente a spargere il seme del dubbio. “Resto, perché devo vigilare. Bastano due mesi di carnevale amministrativo per far precipitare di nuovo la Regione Campania sotto la soglia di dignità come era prima che arrivassimo”.

La domanda sorge spontanea: resta per due mesi prima di consegnare il testimone a Roberto Fico al quale continua a non mandarle a dire (“Sono disponibile a incontrarlo a una condizione: non ascoltare stupidità”)? O resta per altri cinque anni, magari candidandosi con la sua lista civica ‘A testa alta’? Lui non scioglie il rebus, fa il criptico: “State attenti, non fate gli scalmanati – dice insinuante ai cronisti –. Io ci sarò, lo ripeto: sono sulla scia di De Mita e Napolitano. Sarò vigile”.

D’altra parte il centrosinistra può permettersi le schermaglie semantiche perché il centrodestra è ancora orfano di un frontman, di un candidato-presidente per sfidare il campo largo. Nel corso di questi nove mesi abbiamo visto cadere uno dopo l’altro, come birilli, tutte le ipotesi di candidatura. Nell’ordine: Fulvio Martusciello, Giosy Romano, Edmondo Cirielli, Gianpiero Zinzi, Mara Carfagna, Gennaro Sangiuliano e, dalla società civile, prima Antonio D’Amato e poi Costanzo Jannotti Pecci.

Ora, dopo un inutile tentativo di convincere prima il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis e poi “Mister Ferrarelle”, Carlo Pontecorvo, la barra del centrodestra sembra voler far rotta su Michele di Bari, prefetto di Napoli, 66 anni, foggiano di Mattinata. Si capirà nelle prossime ore se è il nome giusto. Ma nel centrodestra più che pensare alla riconquista di Palazzo Santa Lucia sembra aperta la corsa a vincere la sfida interna. Il partito più attivo in questi giorni è Forza Italia che non nasconde l’intenzione di avere dalle urne più voti di Fratelli d’Italia e Lega, addirittura di surclassarli, facendo così dimenticare il deludente 5,16% delle regionali 2020. Per farlo è in atto una campagna acquisti importante. Il primo cambio di casacca è quello di Pino Bicchielli, deputato proveniente da Noi Moderati, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico.

Con Bicchielli approdano in FI diversi amministratori locali e i quattro segretari provinciali Caserta, Avellino, Benevento e Salerno. Un altro ‘colpo’ significativo, messo a segno dal coordinatore regionale Fulvio Martusciello, è quello di Giovanni Zannini, potente presidente della Commissione Ambiente al consiglio regionale. Zannini, primo eletto in provincia di Caserta con la lista ‘De Luca Presidente’, prese la bellezza di 21.325 voti, battendo gli storici rivali del Pd, Gennaro Oliviero e Stefano Graziano. Coinvolto in un’indagine per un’ipotesi di corruzione, Zannini porterà in dote anche uno stuolo di sindaci e amministratori, in primis Anacleto Colombiano, presidente della Provincia di Caserta e sindaco di San Marcellino.

Sullo sfondo della contesa elettorale, si conclude anche la telenovela della nomina del segretario regionale del Pd in Campania. Da oggi e fino a domenica 28, andranno al voto i circoli Pd che, di sicuro, voteranno il parlamentare Piero De Luca, figlio di Vincenzo, e unico candidato. Il 4 ottobre, in programma a Napoli, l’assemblea per ratificare la nomina.