“Siamo partiti con Sodamore, che è una soda, con la volontà di lanciare un prodotto analcolico. Dopo lunghe ricerche, abbiamo visto che sugli scaffali non c’era quello che desideravamo e abbiamo provato a farlo, sottovalutando un po’ l’impegno che c’è dietro al produrre una bibita e facendo una riflessione proprio sul mondo non-alcol, alcol free e quindi sul desiderio soprattutto della nuova generazione di presentarsi in modo originale, autentico e magari non condizionato troppo dalla convenzione sociale del bere e dell’alcol”.
“Siamo partiti dalla Soda per poi approdare adesso alla birra analcolica, ‘Beerlover’ – dice – l’abbiamo lanciata da pochissimo tempo e poi stiamo lavorando sul nostro listino, un listino che prevede di ampliarsi perché passeremo poi fra breve al vino che è la sfida forse più difficile: vino analcolico e poi al dopocena, quindi gin e amaro. Tutto questo per avere una vera nuova identità di prodotto per la sera in cui non hai voglia di bere, quindi non demonizzando assolutamente l’alcol che – come tutte le cose – va assunto con moderazione. Ma se c’è una sera, un po’ perché stai guidando, un po’ perché invece hai deciso che quella sera è una sera più leggera e vuoi rimanere appunto alcool free, hai la possibilità di scegliere qualcosa senza rinunciare al gusto”.
Nessuna demonizzazione, dunque, del vino. Solo il messaggio di un consumo consapevole dell’alcol. “Io e miei soci siamo dei piemontesi amanti del buon vino – spiega Argentero – non abbiamo alcuna intenzione di demonizzare l’uso dell’alcol, la misura è una buona regola per qualsiasi cosa, per il cibo, per il bere, per tutto. Avere un’alternativa, offrire un’alternativa per una serata in cui hai voglia di qualcosa di diverso e non necessariamente alcolico era qualcosa che secondo me mancava”.