Genova, 30 settembre 2025 – Il settore della nautica da diporto è molto più di una passione per il mare: è un’industria di alta gamma che genera un giro d’affari imponente a livello globale e che vede l’Italia in una posizione di leadership incontrastata, specialmente nel segmento dei grandi yacht.
I numeri globali e la leadership italiana
Il mercato globale della cantieristica nautica ha toccato cifre ragguardevoli, superando i 30 miliardi di euro (con una stima che per il 2023 si aggirava sui 34,8 miliardi di euro a livello di cantieristica mondiale, in crescita). L’Italia non è semplicemente un attore in questo scenario, ma un vero e proprio leader mondiale. I dati sul fatturato totale dell’industria nautica italiana mostrano una crescita storica, con il settore che ha raggiunto gli 8,33 miliardi di euro nel 2023 e stime che per il 2025 puntano a superare gli 8,6 miliardi di euro. La stima arriva dall’Associazione Operatori Nautici del Nord Est Sardegna, che ha elaborato i dati di Confindustria Nautica, Assomarinas e Unioncamere. L’analisi è stata resa pubblica proprio nella settimana del Salone Nautico di Genova, evento internazionale che celebra l’Italia come leader del settore. Ciò che rende l’Italia un’eccellenza è la sua posizione dominante nel mercato dei Superyacht: il Paese detiene oltre il 50% degli ordini globali per queste imbarcazioni di lusso (sopra i 24 metri), e sono previsti in crescita i dati dei servizi portuali con un +1,5% di vendite di posti barca e +3,2% di ormeggi in transito.
Una crescita superiore alla media nazionale
Secondo Claudio Denzi, presidente dell’associazione: “La ricchezza prodotta da questa filiera, con le sue 230mila imprese e con ben 1,1 milioni di occupati, è aumentata del 16% contro un 6,6% del totale dell’economia: 2,5 volte di più. La nautica è certamente un asset strategico del turismo e del made in Italy. Occorre solo una tutela più rigorosa e una gestione più intelligente. Noi siamo pronti, con investimenti e responsabilità, ma chiediamo stesse regole e stesso rigore per tutti”.
La classifica delle regioni
L’analisi dell’Associazione, arrivata a pochi giorni dal Salone Nautico 2025, prende come riferimento indicatori infrastrutturali e imprenditoriali, elaborando una classifica regionale basata su posti barca e numero di imprese della filiera blu. Sul podio si trovano: Liguria – 16.700 posti barca e 9.100 imprese, per un valore stimato di 1,29 miliardi di euro (14,99%); Sardegna – 15.671 posti e 9.800 imprese, per 1,21 miliardi di euro (14,07%); Friuli-Venezia Giulia – 11.313 posti e 5.100 imprese, per 873,58 milioni di euro (10,16%). La classifica prosegue con: Campania – 10.775 posti e 32.741 imprese, per 832,03 milioni; Sicilia – 10.519 posti e 28.807 imprese, per 812,26 milioni; Toscana -10.208 posti e 9.400 imprese, per 788,25 milioni; Puglia – 8.700 posti e 12.800 imprese, per 671,80 milioni; Veneto – 7.200 posti e 8.700 imprese, per 555,97 milioni; Lazio – 5.456 posti e 34.851 imprese, per 421,31 milioni, e fanalino di coda la Calabria – 4200 posti e 11.200 imprese per 324 milioni.
Le sfide del futuro
Nonostante i numeri da record, il settore affronta sfide importanti. Mentre il segmento dei superyacht continua a crescere, la nautica minore (imbarcazioni più piccole) ha talvolta mostrato segni di rallentamento, penalizzata da fattori come l’aumento dei tassi di interesse, le tensioni geopolitiche e la complessa burocrazia. Le prospettive per i prossimi anni rimangono tuttavia positive, puntando sull’innovazione sostenibile e sulla transizione green come direttrici strategiche per consolidare la posizione dell’industria italiana sul mercato globale. La nautica si dovrà confermare dunque non solo come un simbolo del lusso ‘Made in Italy’, ma anche come un motore economico robusto e resiliente, capace di affrontare i venti contrari del mercato internazionale.