NUOVO STUDIO: IL RISCALDAMENTO GLOBALE E L’«IMPOSSIBILE» SQUILIBRIO DELLE RADIAZIONI

NUOVO STUDIO: IL RISCALDAMENTO GLOBALE E L’«IMPOSSIBILE» SQUILIBRIO DELLE RADIAZIONI

Articolo di Enzo Ragusa – Sabato 1 Novembre 2025 – Tempo di lettura 9 minuti

La narrazione sul clima basata sul CO₂ crolla sotto la fisica di base. Per anni ci è stato detto che il CO₂, un gas traccia presente solo nello 0,04% dell’atmosfera, controlla il clima terrestre. Ma un nuovo studio pubblicato su Science of Climate Change svela la falla: I dati non tornano. Il 93% del riscaldamento globale si verifica negli oceani, ma le loro temperature subiscono variazioni irregolari, ignorando il costante aumento del CO₂. Nel 1963-70 ci fu raffreddamento, mentre nel 1970-80 ci fu riscaldamento. Nel post-2000 abbiamo visto stabilità. Perché? Perché chi modula il clima sono i cicli solari, le nuvole e gli aerosol, non il CO₂ – I dati satellitari e ARGO confermano: la Terra si riscalda quando aumenta l’apporto solare. Non a causa di un gas traccia.

I modelli dell’IPCC sopravvalutano il ruolo del CO₂, ignorando il ruolo dominante del Sole. Anche il restante 25% del riscaldamento è incerto: un’aria più pulita (meno aerosol) significa meno nuvole, che a loro volta riscaldano il pianeta. Poiché la ridistribuzione del “calore in condotta” non modificherà l’OHC (Contenuto Termico degli Oceani) totale, circa i ¾ del trend positivo osservato nell’OHC devono essere attribuiti almeno all’aumento dell’apporto solare. Gli oceani agiscono in questo modo come cuscinetto termico del nostro sistema climatico. Mitigheranno il riscaldamento durante i periodi di maggiore apporto solare e attenueranno il raffreddamento quando l’apporto solare diminuisce, sottolineando il loro ruolo fondamentale nella stabilità climatica della Terra. L’impatto del CO₂ è minimo. La sensibilità climatica è sopravvalutata. Nessuna apocalisse, solo variabilità naturale. Tassare le persone credendo che il governo fermerà il cambiamento climatico è una frode!!

IL RISCALDAMENTO GLOBALE E L’«IMPOSSIBILE» SQUILIBRIO DELLE RADIAZIONI

Articolo di Ad Huijser – Pubblicato su Science of Climate Change, Vol. 5, No. 3

Abstract: Qualsiasi perturbazione nell’equilibrio radiativo al top of the atmosphere (TOA) che induce un flusso netto di energia in ingresso o in uscita dal sistema termico della Terra risulterà in una risposta della temperatura superficiale fino al raggiungimento di un nuovo equilibrio. Secondo l’ipotesi del Riscaldamento Globale Antropogenico (AGW), che attribuisce il riscaldamento globale esclusivamente all’aumento delle concentrazioni di gas serra (GHG), l’osservato incremento dello squilibrio radiativo della Terra è interamente guidato dalle emissioni antropogeniche di GHG.
Tuttavia, un confronto tra lo squilibrio radiativo TOA osservato e il trend del forzante GHG assunto rivela che quest’ultimo è insufficiente a spiegare il primo.

Questa discrepanza persiste anche quando si utilizzano i valori relativamente alti di forzante radiativo per il CO₂ adottati dal Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), sfidando così la validità di attribuire il recente riscaldamento globale esclusivamente alle emissioni di GHG causate dall’uomo. In questo articolo, il sistema climatico della Terra viene analizzato come un sottosistema del più ampio Earth Thermal System, consentendo l’applicazione di un approccio di “equilibrio virtuale” per distinguere tra contributi antropogenici e altri, naturali, al riscaldamento globale. Dati radiativi TOA basati su satelliti dal programma CERES (dal 2000), in combinazione con dati sul Contenuto Termico degli Oceani (OHC) dal programma ARGO (dal 2004), indicano che i forzanti naturali devono giocare un ruolo significativo. Specificamente, il riscaldamento osservato si allinea con l’aumento netto della radiazione solare a onda corta in ingresso (SW_IN), probabilmente dovuto a cambiamenti nella copertura nuvolosa e nell’albedo superficiale.

Argomenti che suggeriscono che il trend SW_IN sia meramente una risposta di feedback al riscaldamento indotto dai GHG si dimostrano quantitativamente insufficienti. Questa analisi conclude che circa due terzi del riscaldamento globale osservato devono essere attribuiti a fattori naturali che aumentano la radiazione solare in ingresso, con solo un terzo attribuibile all’aumento delle concentrazioni di GHG. Presi insieme, questi risultati implicano una sensibilità climatica molto inferiore a quella suggerita dai Global Circulation Models (GCM) avallati dall’IPCC.

Conclusioni: Questa analisi dimostra che uno scenario di riscaldamento globale guidato esclusivamente dai gas serra (GHG) è incoerente con oltre 20 anni di osservazioni dallo spazio e sul contenuto termico degli oceani. L’ipotesi standard del riscaldamento globale antropogenico (AGW), che attribuisce tutto il riscaldamento osservato all’aumento delle concentrazioni di GHG, in particolare la CO₂, non può spiegare i trend osservati. Al contrario, fattori naturali, in particolare l’aumento a lungo termine della radiazione solare in ingresso, sembrano giocare un ruolo significativo e probabilmente dominante nel riscaldamento globale dalla metà degli anni ’70.

L’aumento osservato della radiazione solare in ingresso non può essere spiegato dagli eventuali effetti collaterali antropogenici del feedback sull’albedo e sulle nuvole. Tutte le evidenze puntano alla conclusione che questa forzante “naturale”, con un trend di circa 0,035 W/m²/anno, è uguale o addirittura supera la forzante legata ai gas serra di circa 0,019 W/m²/anno. Sulla base di questi valori, solo un terzo del trend di temperatura osservato può essere di origine antropogenica. I restanti due terzi devono derivare da cambiamenti naturali nel nostro sistema climatico, o più in generale, nell’intero sistema termico della Terra. Inoltre, l’aumento osservato dello squilibrio radiativo della Terra sembra essere in gran parte non correlato ai GHG.

Al contrario, correla fortemente con processi naturali che guidano l’aumento della radiazione solare in ingresso. Le affermazioni di “accelerazione” nello squilibrio radiativo dovute alle emissioni di GHG non sono supportate dal trend nelle concentrazioni di GHG misurate con accuratezza. Se sta avvenendo una qualsiasi accelerazione nel riscaldamento globale, è quasi certamente guidata dal flusso crescente di energia solare – un fenomeno intrinsecamente naturale non indotto dai gas serra. In sintesi, questa analisi sfida l’idea che i GHG siano i principali motori del recente cambiamento climatico. Sottolinea l’importanza di tenere conto della variabilità naturale, in particolare nell’apporto solare, quando si interpretano i trend di riscaldamento e si valutano i modelli climatici.

Fonte: Science Of Climate Change

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