“Corro senza mai fermarmi, alla fine mi sento svuotata”. Pensare a sè non è egoismo

Cara Caterina, mi chiamo Veronica e ho 32 anni. Oramai so che dovrei aver trovato un po’ un equilibrio nella mia vita ma non è così. A volte mi chiedo come altri riescano a gestire meglio le loro giornate, mentre io mi ritrovo sempre con la sensazione di correre senza arrivare davvero da nessuna parte. Vorrei riuscire a fermarmi un attimo, respirare, rimettere ordine nelle priorità. Forse dovrei imparare a dire qualche “no”, o semplicemente ricordarmi che non posso fare tutto. Il tempo va così veloce che questo mese mi sono dimenticata di pagare l’affitto… Non mi ero accorta che fosse già novembre. Amo la mia famiglia, i miei amici e il mio lavoro e dedicarmici mi riempie di gioia, ma mi capita di chiedermi se facendo così io non stia trascurando me stessa. Nell’ultimo periodo mi sento svuotata, forse ho bisogno di rallentare o forse di essere più egoista, non lo so. Ti scrivo perché sento di aver bisogno di qualche parola di conforto per sentirmi un po’ meno sola in questa corsa continua. Come si fa a fare tutto ? O come si fa a fare meno non trascurando chi amiamo ? Con affetto, Vero

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Cara Vero, benvenuta nel club delle donne che vivono di slot! Lo slot per andare a fare la spesa, lo slot per lavorare, lo slot per fare la riunione a scuola per i bambini, lo slot per sentire un tecnico che ti deve aggiustare qualcosa a casa, lo slot per fare una riunione di lavoro. Insomma, capisco quello che vuoi dire e la tua ansia mi è arrivata ma perché in realtà, io penso che un po’ tutti noi conviviamo con l’ansia di dover fare e incastrare tutto. Mi vorrei soffermare su una tua frase: “Ma forse dovrei essere più egoista?’’. Secondo me, però, la parola egoismo non si addice a chi cerca sempre di fare tutto e di incastrare ogni cosa. Chi è davvero egoista, infatti, non si pone nemmeno il problema di trovare un equilibrio o di capire se è il caso di dedicare del tempo a sé: semplicemente fa ciò che vuole per sé e solo dopo, eventualmente, pensa agli altri. In realtà, quello che uno dovrebbe chiedersi non è “Dovrei essere più egoista?” ma “Mi voglio bene?”, “Questa settimana quante cose ho fatto per me?”, che non c’entra niente con l’egoismo. Quando io arrivo alla domenica sera, dico “Che cosa ho fatto per me?”, alcune volte, devo dirti la verità, proprio niente, altre volte penso “Ah però sono andata in palestra” e poi anche “ma quello per me in realtà è un lavoro”, però, per carità, anche pensare al proprio corpo è una cosa per sé, dipende poi da una come la fa… A me non piace e quindi la vivo come un lavoro, però, quella sicuramente è un’ora per sé stessi. Un’altra ora che potresti dedicare a te stessa potrebbe essere una merenda con un’amica, un aperitivo… Cose che io, per esempio, riesco a fare raramente. In realtà, però, un gesto per sé non deve per forza essere qualcosa di organizzato: può essere anche solo stare due ore senza fare nulla, camminare, pensare, scrivere, leggere. Dovremmo avere due ore al giorno tutti quanti noi, ma in realtà penso che nessuno le abbia, soprattutto se poi si ha un lavoro, per fortuna, aggiungo, una famiglia, degli impegni da rispettare. Quindi, il mio consiglio è di cominciare proprio dal cambiare un po’ l’atteggiamento: non si tratta di essere più egoista, ma di imparare a volerti un po’ più bene. Ordinati degli slot per te, lo chiamerei lo “Slot Vero”. Comincia con una volta a settimana e poi quando comincerai a togliere qualcos’altro per mettere quello slot, magari tra sei mesi ne aggiungi due. Fammi sapere come va e sappi che il mio slot di questa settimana è stato andare a vedere il film di Paolo Virzì, dove c’è la mia amica Ilaria Spada, Cinque secondi. Ho visto un film che io avevo voglia di vedere da sola, nella sala con i pop-corn, con i miei occhiali da vista, senza nessuno che mi diceva: “No, io vorrei vedere quest’altro film”. Caterina