Roma, 16 novembre 2025 – Il matrimonio, la depressione, le polemiche con la figlia Evelina che “poteva tranquillamente venire qui” e la replica, a distanza, della secondogenita del critico d’arte “uno spettacolo svilente”.
Sgarbi a Domenica In: il matrimonio
Vittorio Sgarbi, ospite a Domenica In su Rai1, si è raccontato in un’intervista esclusiva a Mara Venier con Tommaso Cerno: “Il matrimonio a Venezia? Ho vissuto lì una parte importante della mia vita, un ricordo e luogo felice”, rivela riferendosi alla compagna Sabrina Colle. “È giusto dare una parte della mia visibilità, di esistenza, a chi è stato così vicino, mi ha assistito e mi ha dato forza nella difficoltà della vita quotidiana. Il tempo non cambia lo spirito delle persone, ad un certo punto esiste la convinzione che alcuni valori sono comuni e vanno condivisi fino in fondo. La sua ironia e il suo divertimento alle mie battute sono una forma di intelligenza, che ha trovato oggi consolazione e rassicurazione rispetto alla provocazione. Finisce lo stupore e rimane l’amore”, spiega Sgarbi.
Le parole per Evelina
“Evelina poteva venire tranquillamente e non è venuta», aggiunge relativamente alle polemiche degli ultimi mesi con sua figlia che ha depositato un’istanza per la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che il padre non sarebbe più in grado di seguire i propri interessi e accusato la Colle di tenerla lontana dal padre.
Rispetto all‘archiviazione dell’accusa di contraffazione e autoriciclaggio per il dipinto di Manetti (per la sola accusa di riciclaggio è stato chiesto il rinvio a giudizio): “È una buona notizia, mi ha fatto anche soffrire, insomma”. Il critico d’arte, in libreria con “Il cielo più vicino. La montagna nell’arte”, racconta sul suo ultimo lavoro: “È un rapporto fra altezza e profondità. È stato un modo per approfondire temi dell’arte non dal punto di vista storico ma filosofico. Qui c’è uno Sgarbi del pensare del riflettere piuttosto che dell’agire. La montagna ha un valore spirituale, ci andavo da ragazzo con i miei genitori”.

La replica della figlia
“Quello che è avvenuto in Rai oggi è, se possibile, uno spettacolo ancora più svilente e umiliante della intervista fatta da Bruno Vespa e del video sul matrimonio andato in onda a La Vita in diretta. Mio padre in quel video non dice ‘Sposo Sabrina Colle perché ho scoperto di provare un amore vero per lei e perché ho cambiato idea sul matrimonio’ ma afferma in modo stanco, quasi fosse un copione, ‘scelgo la strada certa, piuttosto che il pericolo’. Sembra una rassegnazione per stare tranquillo lui. Ma da cosa deve guardarsi? Non c’è’ neanche una parola sincera che simboleggi vero amore, piuttosto un collage di frasi preparate prima e ripetute. Io continuo a pensare che sia completamente plagiato dalle persone che gli stanno intorno. Dopo tutto quello che ha sostenuto mio padre sul matrimonio, a 73 anni si sposa? Mi sembra davvero molto strano. Continua a non convincermi il tutto. Anche mio padre in quel video sembra la fotografia della rassegnazione. Indubbiamente è intossicato dai farmaci che prende, gonfio, pieno di tic. Da Vespa come dalla Venier, sempre in Rai, sfoglia il libro in modo nervoso compulsivo, i capelli e la barba trasandati, completamente condizionato dalle persone che gli stanno vicino”. Così in una nota Evelina Sgarbi, figlia di Vittorio.
Le accuse di plagio
“Anche le immagini di oggi parlano da sole. Serviva farlo andare in quelle condizioni alla Rai per dimostrare che in luglio agosto e settembre (quando stava malissimo e non parlava) avrebbe lavorato al libro? Diciamolo: si tratta di conferenze già fatte da lui in passato! Basta cercare su Google. E’ la verità. Se si vuol far passare che lui ha lavorato questi mesi al libro, non è la verità – prosegue –. Lui è un pozzo di materiale di queste cose. Libri se ne possono fare a iosa. Lui si lascia fare, si lascia vivere. Ho letto anche qualche commento del video in cui sembra che legga un copione. Pensavo fosse plagiato ma non fino a questo punto. Sembra tutto studiato a tavolino da un regista che non gli somiglia per nulla, tant’è che io non lo riconosco più, e lui deve recitare una parte assegnata e prestabilita”.