Roma, 30 novembre 2025 – L’Ucraina ci riprova. La delegazione di Kiev è a Miami per incontrare il segretario di Stato americano Marco Rubio, l’inviato speciale del presidente Trump, Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner, in colloqui definiti da una fonte alla Cnn “tosti ma molto costruttivi”. Intanto, Witkoff vedrà il presidente russo Vladimir Putin entro il 4 dicembre, prima della sua partenza per l’India.
La strada resta tutta in salita: se nel Paese invaso le armate russe continuano ad avanzare, seppure più lentamente di quanto vorrebbe far credere Mosca, la popolazione si prepara a un inverno durissimo, con la capacità elettrica ridotta dell’80% dopo i bombardamenti russi.
Zelensky: Nominato Umerov per trovare con gli Usa un modo per finire la guerra in Ucraina
Maratona a Miami
A Miami si negozia senza sosta sui due nodi centrali: territori e garanzie di sicurezza, gli stessi su cui a Ginevra non si era trovato un accordo. È la prima missione di Rustem Umerov come capo negoziatore dopo le dimissioni di Andriy Yermak, travolto dallo scandalo di corruzione.
“Mi aspetto direttive chiare – ha scritto Umerov su X –: salvaguardare gli interessi ucraini e procedere sulla base dei progressi compiuti a Ginevra”. Ha poi fatto sapere di essere in “costante contatto” con Zelensky.
Rubio ha ribadito che l’obiettivo americano è “porre fine al conflitto e creare un meccanismo che garantisca una unica Ucraina indipendente, sovrana e prospera”.
Dall’altra parte, il Cremlino fa sapere che Putin vedrà Witkoff “prima del 4-5 dicembre”.
Secondo fonti americane citate da Axios, “gli ucraini sanno cosa Washington si aspetta da loro”. Yermak aveva sostenuto che eventuali concessioni territoriali potessero essere decise solo a livello presidenziale, ma Trump ha chiarito che incontrerà Zelensky e Putin solo quando le parti avranno già definito un accordo finale. “Per questo i colloqui a Miami non sono stati facili”, ha aggiunto un’altra fonte. Territori e sicurezza sono da tempo un punto critico per l’Ucraina. La prima proposta di pace degli Stati Uniti includeva la promessa di garanzie per prevenire un’altra invasione da parte della Russia ma non specificava il livello di impegno americano per la difesa di Kiev. Umerov ha sottolineato che gli ucraini vogliono “garanzie affidabili e lungo termine”.
La Ue monitora
Pur senza un ruolo diretto al tavolo, l’Unione Europea segue da vicino i negoziati. Zelensky ha sentito di nuovo la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, parlando di “pieno coordinamento” e “visione condivisa”.
È intervenuto anche il ministro italiano della Difesa, Guido Crosetto: “Si parte sempre da una proposta, da adattare e rendere accettabile per l’Ucraina”.
Riarmo in stile Urss
L’agenzia russa Tass sostiene che l’Ucraina abbia perso circa l’80% della capacità del suo sistema energetico. I bombardamenti hanno colpito sia le centrali che le reti di distribuzione: da una capacità prebellica di 56 GW, oggi ne resta solo un quinto. Intanto, Vladimir Putin conferma il trend di spesa militare avviato nell’ultimo decennio, approvando per l’anno prossimo spese per quasi 170 miliardi di dollari, quasi il 30% dell’intero bilancio federale.
Orban spinge per le concessioni
Nel dibattito è intervenuto anche Viktor Orban, invitando Kiev a “fare concessioni territoriali”, definite “inevitabili”. Ha aggiunto che “la Russia manterrà ciò che verrà negoziato” e che “più si ritarda la pace, più persone e territori l’Ucraina perderà”, richiamando il piano americano originale.