Come sarà l’esercito del futuro. Crosetto lavora alla riforma: più militari e meglio pagati

Roma, 7 dicembre 2025 – Una riorganizzazione della difesa a 360 gradi che consenta all’Italia di affrontare le sfide del futuro. Visto che Italia ed Europa, lo ha ribadito la premier Giorgia Meloni, dovranno potersi difendere da sole anche senza gli alleati americani. La riforma che il ministro della Difesa Guido Crosetto proporrà all’inizio del 2026, tra gennaio e febbraio, al Parlamento – un testo cui sta lavorando il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano – parte dal cestinare la legge 244, che fissa il limite per il personale della Difesa a 170mila unità, sebbene oggi il numero sia fermo a160mila.

Crosetto: serve cambio di regole epocale su attività dei militari

Il ddl, per il quale Crosetto chiederà un “percorso accelerato” in modo da portare a casa la legge in un paio di mesi, prevede una leva volontaria sul modello francese e tedesco. Un “cambio di regole epocale”, che permetta un aumento dei militari (almeno di 30-40 mila unità) e della loro qualità, offrendo retribuzioni adeguate. E assicuri la creazione una vera Riserva, almeno 10mila persone, che comprenda anche personale civile altamente specializzato. Un progetto ambizioso al quale il ministero lavora da mesi mentre, all’interno della maggioranza prosegue lo scontro con la Lega che – dopo il rinvio dell’approvazione del decreto per prorogare l’autorizzazione a cedere mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina – ha alzato le barricate anche sull’ipotesi di un utilizzo del Mes come garanzia sul prestito all’Ucraina con gli asset russi dopo il no della Bce.

“L’anno di leva volontaria può essere un’occasione di riscatto per i giovani di tanti territori difficili che non hanno offerto loro nessuna alternativa di riscatto o di crescita. Potranno contare su uno stipendio guadagnato servendo e formandosi. Insomma, una seconda chance” ha spiegato ieri il ministro ad Avvenire. Ma per il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, già Consigliere Militare del presidente del Consiglio dei Ministri, la strada per sopperire alla crisi delle vocazioni nelle forze armate è un’altra. “Il militare è uno dei lavori che gli italiani non vogliono più fare. Quello proposto da Crosetto è uno degli strumenti ma – sostiene Tricarico – serve anche altro per raggiungere i numeri necessari. Serve un decreto flussi anche per i militari, un meccanismo premiale per chi viene a fare il militare in Italia da alcuni Paesi selezionati come Libia, Egitto e Somalia. Personale che ci sarà utile anche nelle missioni in cui saremo chiamati a operare. basti pensare che in Afghanistan abbiamo lasciato al loro destino 700 persone che avevano collaborato con noi come traduttori, autisti, mediatori culturali. Quando riprenderà una normalità di intervento a livello internazionale, ci dovremmo misurare con l’Africa e avremo bisogno di gente che ci aiuti anche a capire il contesto”.

Droni sulla base francese. “Agenti russi in azione. Tecnologia vulnerabile”

Punto centrale del Documento pluriennale del ministero della Difesa, è poi, alla luce della recente presentazione del ‘Michelangelo Dome’ di Leonardo, la costruzione di un ‘dome nazionale’, un’architettura protettiva multilivello interoperabile che prevede la difesa spaziale, missilistica e antidrone con un investimento, spalmato nelle annualità pari a circa 4,4 miliardi. Al suo interno – ha spiegato Crosetto – sistemi spaziali per l’allarme missilistico, radar avanzati, velivoli di difesa aerea come il Global Combat Air Programme (Gcap), il caccia di sesta generazione, la batteria Samp-T next generation, antidroni. “Un progetto molto impegnativo anche dal punto di vista finanziario ma che sicuramente serve perché – evidenzia Ticarico – riguarda uno dei punti più critici del nostro sistema di difesa”. Ottimismo da parte del Generale anche sul progetto Gcap per caccia di nuova generazione. “Sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone, al progetto – ora che il Fcas franco-tedesco-spagnolo (Future Combat Air System ndr) è sull’orlo del fallimento – potrebbe unirsi ora la Germania”.