Pace fra Russia e Ucraina, pressing Usa. L’America vuole una trattativa a tre. Zelensky: “Non siamo in svendita”

Roma, 20 dicembre 2025 – ​​​​​Gli Usa ci riprovano e convocano a Miami un nuovo appuntamento negoziale. La grande novità è che se si farà parteciperanno americani, russi, ucraini e probabilmente gli europei. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky dice sì ed è cautamente ottimista anche se non è sicuro “che ne uscirà qualcosa di nuovo”. e fissa delle regole. Ma mentre si cerca un accordo per far tacere le armi, il Paese invaso è di nuovo sotto il fuoco nemico. Nelle ultime 48 ore i morti sono almeno 18. Nove nella capitale Kiev, otto a Odessa e 2 nel Donbass, dove i russi stanno concentrando le loro operazioni.

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L’ALTOLÀ DI ZELENSKY

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sembra aver ritrovato una nuova determinazione, forte anche delle spalle coperte dal maxi prestito da 90 miliardi approvato dall’Unione Europea e che ridà ossigeno al Paese. Zelensky stesso ha detto che questo sostegno avrà un impatto sui negoziati. Si tratta, ma – è il concetto messo in rilievo dal presidente – l’Ucraina non è in svendita e la questione delle garanzie di sicurezza e del cessate il fuoco rimangono dirimenti: “No alla pace a qualsiasi costo”. Una posizione decisa che mantiene anche sul capitolo del cambio di regime in Ucraina, confermando però l’apertura alla possibilità di indire elezioni (alle quali, peraltro, in base a recenti sondaggi da prendere comunque con le molle, Zelensky stesso sembrerebbe nettamente favorito): “La mia reazione ai segnali provenienti dagli Stati Uniti è stata molto aperta: ho detto che non ho alcuna intenzione, in nessuna circostanza, di aggrapparmi alla presidenza. Naturalmente, se sarà garantita la possibilità di tenere elezioni adeguate, dignitose e democratiche. Non spetta a Putin decidere il formato delle elezioni”. Zelensky ha detto di aver parlato con gli americani di come far svolgere un eventuale voto in sicurezza.

In pochi, in questo momento, vorrebbero essere nei panni del presidente americano, Donald Trump, che ha sempre cercato di mantenere una equidistanza, che favoriva l’aggressore e che adesso deve raccogliere l’appello del numero uno di Kiev, secondo il quale solo la Casa Bianca ha il potere di fare finire questa guerra. Il punto, ora, è capire quanto gli Usa vogliano effettivamente lavorarci ed esercitare pressione sul Cremlino.

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LA RUSSIA IN GIOCO

Kirill Dmitriev, l’inviato del presidente Putin, è arrivato ieri a Miami e ha incontrato l’inviato speciale del presidente Trump, Steve Witkoff e il genero, Jared Kushner che avevano già incontrato gli ucraini. Ma all’incontro con il russo era presente anche Marco Rubio, segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, segno della rilevanza dell’incontro.

Non bisogna farsi troppe illusioni, però. Dmitriev, prima di salire sull’aereo, ha detto che la Russia è pronta a collaborare con gli Usa sulla regione artica. Un particolare, che potrebbe remare a sfavore di Kiev, dato lo scarso interesse di Trump per la guerra in Ucraina e dall’altra parte, la sua dichiarata ambizione di ‘spartirsi’ aree strategiche con Russia e Cina.

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UCRAINA SOTTO ATTACCO

La guerra, intanto, va avanti. La Russia ha bombardato diverse zone del Paese, prendendosela soprattutto con la capitale Kiev, con Odessa che, secondo molti, è l’obiettivo finale di Putin e sul Donbass, dove le truppe di terra si confrontano senza sosta. Un copione visto troppe volte, a cui però si aggiunge un avvertimento che riguarda anche l’Unione Europea. Secondo l’intelligence ucraina, la Russia invaderà i Paesi Baltici entro il 2027 anticipando i piani rispetto all’iniziale obiettivo del 2030.

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