Roma, 31 dicembre 2025 – Doveva essere la fine. Ma con gli Oasis non lo è mai davvero. A riaprire il caso è ancora una volta Liam Gallagher, che sui social ha lasciato intendere che il capitolo live della band potrebbe non essersi chiuso con l’ultima data brasiliana dell’Oasis Live ’25 Tour. Ecco cosa ha detto.
Liam Gallagher guarda al 2026 con gli Oasis
Alla battuta di un fan che annunciava la “fine ufficiale” del progetto, Liam ha risposto come solo lui sa fare: “Avanti con il 2027… anzi 2026… Buona Pasqua”. Una frase confusa, ironica, ma sufficiente a scatenare l’attenzione dei fan. Poche ore dopo, un’altra domanda: tour europeo? Risposta secca e sibillina: “Tutto a tempo debito”. Non solo. Il frontman ha aggiunto un dettaglio che pesa come un indizio: se gli Oasis torneranno in tour, la scaletta cambierà. Nessuna nostalgia fotocopia, quindi. Qualcosa di diverso e, forse, definitivo. Liam, però, frena su un punto: niente nuove canzoni. Il futuro della band, almeno per ora, resta confinato ai palchi. Ma anche questo basta. A Natale, alla domanda su cosa desiderasse davvero, la risposta era stata chiarissima: “Un tour europeo”.
L’Europa come ossessione: “Sarebbe biblico”
In un altro post, il cantante ha rincarato la dose con la sua solita ironia: “Sono autorizzato a sognare. Sono pazzo per un tour europeo degli Oasis. Sarebbe biblico. Amo l’Europa, è il mio Paese preferito”. Provocazione, certo. Ma anche dichiarazione d’amore. L’Oasis Live ’25 Tour ha segnato il ritorno sullo stesso palco di Liam e Noel Gallagher dopo 16 anni di gelo. Quarantuno date, continenti attraversati, una nuova generazione conquistata. Ora, come ha scritto la band su Instagram, è tempo di “una pausa di riflessione”. Pausa, non fine. E con gli Oasis, questa è già una notizia.
Oasis Live ’25, la reunion che ha fatto epoca
Il tour 2025 degli Oasis non è stato solo una serie di concerti. È stato un evento culturale globale. Dopo 16 anni di rottura, Liam Gallagher e Noel Gallagher sono tornati sullo stesso palco, scatenando un’ondata di entusiasmo intergenerazionale. Dall’Europa alle Americhe, stadi pieni e cori infiniti hanno accompagnato una scaletta costruita sui classici: ‘Wonderwall’, ‘Don’t Look Back in Anger’, ‘Champagne Supernova’. Nessun album nuovo, nessuna nostalgia forzata. Solo canzoni che non hanno mai smesso di parlare al presente. Il Live ’25 si è chiuso come era iniziato: tra euforia, lacrime e una domanda rimasta sospesa nell’aria. Quando ci rivedremo?