I 6 dispersi italiani nella strage a Crans-Montana: “Corpi resi irriconoscibili dalle fiamme”. Nessuna vittima già identificata

Roma – La strage e il caos. I dispersi e i feriti. I numeri degli italiani coinvolti nella carneficina di Crans-Montana, in Svizzera – il pub Le Constellation andato a fuoco nella notte di Capodanno – ieri per tutto il giorno sono stati aggiornati. A sera l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado dà questo quadro: 6 dispersi, 13 feriti. E questo è anche l’ultimo aggiornamento reso noto dalla Farnesina. Sarebbero dunque in tutto una ventina le famiglie che si sono rivolte alle autorità.

Fiori davanti al pub Le Constellation a Crans-Montana
This photograph shows flowers and candles laid near the site where a fire ripped through a crowded bar during New Year’s Eve celebrations in the Alpine ski resort town of Crans-Montana on January 1, 2026. Several dozen people are presumed dead and around 100 injured after a fire ripped through a crowded bar in the luxury Swiss ski resort of Crans-Montana, Swiss police said on January 1, 2026. Police, firefighters and rescuers rushed to the popular resort, which is set to host the Ski World Cup from January 30, after the fire broke out in the early hours of New Year’s Day. (Photo by MAXIME SCHMID / AFP)

Gli appelli disperati e gli equivoci

Per molte ore è stato un susseguirsi di appelli disperati ma anche di equivoci. A un certo punto del pomeriggio viene diffuso dai media un elenco ancora provvisorio di italiani che non si trovano. E in quel gruppo compare il nome di Giovanni Raggini, 28 anni, ingegnere riminese. Ma poi si chiarisce tutto e in questo caso arriva per fortuna il lieto fine. Ed è lo stesso protagonista a rassicurare chi era in ansia per lui con un post sui social: “Ragazzi, se leggete il mio nome, io sto bene. Siamo tutti a casa e non ci è successo nulla”.

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Da Giovanni Tamburi ai ragazzi e alle ragazze di Milano, Genova e Roma: i dispersi

È senza notizie, invece, la famiglia di Giovanni Tamburi, 16 anni, studente liceale bolognese. La mamma Carla Masiello ieri lo ha cercato ovunque, chiamando la Farnesina e gli ospedali. Il ragazzo, che era in vacanza a Crans-Montana, è stato visto per l’ultima volta nel locale della strage. Ancora a tarda sera su di lui non c’erano notizie. E disperato è l’appello del padre di un 17enne genovese. Ore di ansia per altri famiglie tra Roma e Milano. È rimasta ferita nella strage Eleonora Palmieri, 29 anni, veterinaria riminese. Si trova ricoverata all’ospedale di Sion, ha ustioni al volto e alle mani.

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Dolore e commozione a Crans-Montana

“Nessuna vittima è stata ancora identificata, ci vorrà tempo”. Dall’odontoiatria forense al Dna: il riconoscimento delle salme

“Nessuna delle 47 vittime è stata ancora identificata”, fa sapere ieri in serata l’ambasciatore Cornado. Il consolato aggiunge che anche 5 feriti non hanno ancora un nome e una nazionalità. Ci vorrà tempo per riuscire a dare un nome soprattutto ai morti di questa carneficina. Alessandro Bonsignore, direttore della Medicina legale all’ospedale Gaslini di Genova, spiega che il pietoso riconoscimento sarà molto complesso. “Il meccanismo è per gradi – chiarisce -, dipende dalle condizioni dei corpi. Di solito si procede con un’indagine di odontoiatria forense, che va a ricostruire la dentatura, se ci sono dei precedenti. Altrimenti si fa il prelievo del Dna, dalle ossa lunghe come il femore. E si va a comparare con i parenti. Quindi verrà fatta una mappatura dei congiunti prossimi. Una volta immagazzinato questo Dna, si procede con il confronto delle salme”. Esami che richiedono giorni.

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La ricerca di oggetti e la Polizia scientifica dall’Italia

L’altra possibilità, aggiunge il medico legale di Trieste Raffaele Barisani, “è il reperimento di oggetti, che a volte possono parlare più dei corpi. Ma non sempre questo si riesce a fare”. Sicuramente anche dal lavoro del medico legale si potranno ricavare elementi importanti per ricostruire la dinamica della strage nel pub dei ragazzi. Il governo italiano si è detto pronto a inviare a Crans-Montana i suoi esperti, per aiutare le autorità elvetiche nel riconoscimento delle vittime. “Ne ho parlato anche con il ministro (dell’Interno Matteo) Piantedosi. La nostra Scientifica è a disposizione”, ha dichiarato ieri sera a Quarto Grado il responsabile della Farnesina. Che ha sottolineato come sia difficile identificare anche i feriti