Roma – La strage e il caos. I dispersi e i feriti. I numeri degli italiani coinvolti nella carneficina di Crans-Montana, in Svizzera – il pub Le Constellation andato a fuoco nella notte di Capodanno – ieri per tutto il giorno sono stati aggiornati. A sera l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado dà questo quadro: 6 dispersi, 13 feriti. E questo è anche l’ultimo aggiornamento reso noto dalla Farnesina. Sarebbero dunque in tutto una ventina le famiglie che si sono rivolte alle autorità.

Gli appelli disperati e gli equivoci
Per molte ore è stato un susseguirsi di appelli disperati ma anche di equivoci. A un certo punto del pomeriggio viene diffuso dai media un elenco ancora provvisorio di italiani che non si trovano. E in quel gruppo compare il nome di Giovanni Raggini, 28 anni, ingegnere riminese. Ma poi si chiarisce tutto e in questo caso arriva per fortuna il lieto fine. Ed è lo stesso protagonista a rassicurare chi era in ansia per lui con un post sui social: “Ragazzi, se leggete il mio nome, io sto bene. Siamo tutti a casa e non ci è successo nulla”.
Da Giovanni Tamburi ai ragazzi e alle ragazze di Milano, Genova e Roma: i dispersi
È senza notizie, invece, la famiglia di Giovanni Tamburi, 16 anni, studente liceale bolognese. La mamma Carla Masiello ieri lo ha cercato ovunque, chiamando la Farnesina e gli ospedali. Il ragazzo, che era in vacanza a Crans-Montana, è stato visto per l’ultima volta nel locale della strage. Ancora a tarda sera su di lui non c’erano notizie. E disperato è l’appello del padre di un 17enne genovese. Ore di ansia per altri famiglie tra Roma e Milano. È rimasta ferita nella strage Eleonora Palmieri, 29 anni, veterinaria riminese. Si trova ricoverata all’ospedale di Sion, ha ustioni al volto e alle mani.
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“Nessuna vittima è stata ancora identificata, ci vorrà tempo”. Dall’odontoiatria forense al Dna: il riconoscimento delle salme
“Nessuna delle 47 vittime è stata ancora identificata”, fa sapere ieri in serata l’ambasciatore Cornado. Il consolato aggiunge che anche 5 feriti non hanno ancora un nome e una nazionalità. Ci vorrà tempo per riuscire a dare un nome soprattutto ai morti di questa carneficina. Alessandro Bonsignore, direttore della Medicina legale all’ospedale Gaslini di Genova, spiega che il pietoso riconoscimento sarà molto complesso. “Il meccanismo è per gradi – chiarisce -, dipende dalle condizioni dei corpi. Di solito si procede con un’indagine di odontoiatria forense, che va a ricostruire la dentatura, se ci sono dei precedenti. Altrimenti si fa il prelievo del Dna, dalle ossa lunghe come il femore. E si va a comparare con i parenti. Quindi verrà fatta una mappatura dei congiunti prossimi. Una volta immagazzinato questo Dna, si procede con il confronto delle salme”. Esami che richiedono giorni.
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La ricerca di oggetti e la Polizia scientifica dall’Italia
L’altra possibilità, aggiunge il medico legale di Trieste Raffaele Barisani, “è il reperimento di oggetti, che a volte possono parlare più dei corpi. Ma non sempre questo si riesce a fare”. Sicuramente anche dal lavoro del medico legale si potranno ricavare elementi importanti per ricostruire la dinamica della strage nel pub dei ragazzi. Il governo italiano si è detto pronto a inviare a Crans-Montana i suoi esperti, per aiutare le autorità elvetiche nel riconoscimento delle vittime. “Ne ho parlato anche con il ministro (dell’Interno Matteo) Piantedosi. La nostra Scientifica è a disposizione”, ha dichiarato ieri sera a Quarto Grado il responsabile della Farnesina. Che ha sottolineato come sia difficile identificare anche i feriti