
Un avvio di mese nella morsa del gelo
La prima decade di Gennaio si apre spalancando le porte a uno scenario atmosferico tutt’altro che ordinario. Il 2026 è iniziato con una configurazione marcatamente invernale, dominata da un’ondata di gelo estesa che sta avvolgendo gran parte del continente Europa. Le temperature restano inchiodate ben al di sotto delle medie climatiche e la persistenza di questo freddo rappresenta, senza dubbio, l’elemento più rilevante di questa fase. Le radici di questo quadro vanno ricercate nella discesa di masse d’aria gelida direttamente dal Polo, inizialmente scivolate verso l’Europa nord-orientale e successivamente traslate verso sud-ovest. L’Italia risulta coinvolta solo marginalmente dal nucleo più crudo, ma l’impatto termico è comunque significativo. Non siamo di fronte a un episodio fugace, ma a un freddo duraturo.
L’evoluzione termica della prima settimana
Fino al 5 Gennaio, le colonnine di mercurio rimarranno inferiori alla norma, pur senza toccare valori estremi. Il passaggio più intrigante emerge analizzando le elaborazioni medie del modello ECMWF, focalizzate su Mercoledì 7 Gennaio. Da queste simulazioni si delinea un contesto decisamente rigido, capace di abbracciare una vasta porzione del Vecchio Continente e una fetta rilevante della nostra Penisola. Le aree maggiormente esposte al calo termico saranno le regioni del Nord e parte di quelle del Centro. Sull’arco delle Alpi, le isoterme previste alla quota di riferimento di circa 1500 metri si attesteranno intorno ai -8°C, un valore che si traduce in minime notturne inferiori ai -5°C al suolo e massime diurne che faticheranno a superare lo zero. Condizioni da pieno inverno, senza spazio per interpretazioni ambigue.
Il Nord Est in pole per la neve
La tipologia della massa d’aria in arrivo suggerisce la possibilità di nevicate estese soprattutto al nord-est, con venti da nord-est al suolo e da sud-ovest in quota, situazione ideale per le precipitazioni nevose al Nord Italia. Nevicate a quote basse potrebbero interessare anche parte del Centro Italia, in particolare le Marche e la Toscana più interna.
Uno sguardo oltre il 9-10 Gennaio
Spingendo l’analisi oltre, sempre basandoci sulle medie delle simulazioni ECMWF, tra il 9 e il 10 Gennaio si intravede una parziale attenuazione del gelo. Le masse d’aria più rigide tenderebbero a smorzarsi o a ritirarsi, favorendo un recupero dei valori termici, specialmente al Centro-Sud. Il Nord e parte del Centro, tuttavia, continuerebbero a sperimentare un clima freddo, seppur con toni meno estremi. Resta aperta una questione fondamentale: l’eventuale rotazione delle correnti dai quadranti meridionali. Un passaggio cruciale che potrebbe stravolgere radicalmente il quadro delle precipitazioni.
Temperature sotto media: un segnale inequivocabile
Le mappe termiche a 1500 metri mostrano una persistenza prolungata di valori sotto le medie climatiche. Il confronto tra le temperature simulate e la climatologia di riferimento evidenzia una fase fredda estesa per diversi giorni. Si tratta di un segnale robusto, difficilmente interpretabile come una semplice fluttuazione statistica.
Una configurazione finalmente invernale
Al di là dei singoli dettagli previsionali, il dato centrale resta uno: siamo entrati in un pattern meteo di stampo puramente invernale, con temperature sotto media e dinamiche coerenti con la stagione in corso. L’attenzione si sposta ora sull’evoluzione successiva, poiché l’inverno ha dimostrato di avere ancora ampio margine per imporre la sua legge.
Fonti e Centri di Ricerca Internazionali:
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- DWD – Deutscher Wetterdienst
- Météo-France – Services climatiques
- Met Office – UK Weather and Climate
Meteo Gennaio, grande vivacità: il gelo conquista l’Europa e la neve punta l’Italia
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