Furti in aumento nei supermercati, c’entrano (anche) le casse automatiche. Prampolini: “Persone insostituibili”

Roma, 3 gennaio 2026 – Le casse automatiche aumentano il rischio di furti nei supermercati?
“Sicuramente i sistemi di radio frequenza sono sempre più sofisticati, alcuni rilevano addirittura il peso delle borse per verificare se è superiore ai prodotti passati nello scanner. Se qualcosa non va, arriva la segnalazione al cassiere più vicino. Ma certamente c’è un’alta probabilità”.
Donatella Prampolini Manzini, vicepresidente nazionale Confcommercio e presidente Fida (Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione), 60mila imprese, ha aperto il primo negozio con la madre a 18 anni, ha lavorato come infermiera e poi si è dedicata solo all’impresa. Oggi ha due aziende che operano nella grande distribuzione.

Secondo l'ultima indagine NielsenIQ (con il patrocinio di Checkpoint Systems) in cima alla lista dei prodotti più rubati nei supermercati c'è il tonno. In buona posizione anche alcolici e formaggi. Altri prodotti molto amati dai ladri sono quelli per l'igiene personale, biancheria intima e pile
Mature man hand holding a can with canned food top view.

Dai licenziamenti di cassieri che non superano la prova del finto cliente (uno è stato appena reintegrato dal giudice del lavoro) ai report che fotografano un fenomeno in crescita. Come si combattono i furti?

“È complicato. Fino a qualche anno fa si metteva a bilancio uno 0,30, oggi siamo arrivati sopra l’1%. Il problema c’è, la formazione ai cassieri si fa. Ma è ovvio che non possiamo pretendere di avere sceriffi”.

Qual è l’ultima trovata?

“Di recente ci siamo accorti che in negozio mancavano quantità veramente importanti di vino, bottiglie pregiate. Le telecamere hanno ripreso un soggetto con un vestito scuro pieno di tasche elastiche. Con movimenti rapidissimi ha fatto sparire nell’abito una trentina di bottiglie. Il video era impressionante, sembrava un balletto. Non parliamo di sprovveduti. Prima fanno i sopralluoghi per verificare dove sono le telecamere, capire se ci sono zone d’ombra e quali sono gli strumenti antitaccheggio. Poi tornano a colpo sicuro”.

Tra i prodotti più rubati?

“Le lamette da barba che tra l’altro hanno una battuta di cassa altissima, intendo dire il prezzo del singolo pezzo è notevole”.
 

Perché si ruba?

“In questo caso si tratta di merce altamente vendibile, destinata al mercato nero. Qui non stiamo parlando del poveraccio che non sa arrivare alla fine del mese. Lo abbiamo detto tante volte, non sono furti della disperazione. Vale anche per gli alcolici: non rubano quelli a basso prezzo ma Jack Daniel’s. Articoli che si possono rivendere facilmente, anche fuori dalle discoteche ai ragazzini”.

Intravede una soluzione?

“Ora stanno venendo avanti le nuove telecamere che s’interfacciano con l’intelligenza artificiale. Studiano i classici movimenti ’da furto’ e mandano la segnalazione se vedono cose strane. Un software che si può interfacciare con l’impianto esistente”.

Ma le casse automatiche saranno l’unica soluzione, in futuro?

“Io non le amo e non credo che saranno davvero il futuro. Perché i cassieri non si limitano a fare il conto. Non sono solo le persone che incontriamo e che magari ci salutano per nome. Diventano anche divulgatori della mission del negozio”.

Cassieri testimonial?

“Di fatto, sì. Le promozioni e le iniziative funzionano se alla cassa c’è qualcuno che sa spiegare bene al consumatore quello che si sta facendo. Quindi con le casse automatiche si risparmia sul costo del personale ma si perde molto altro. Anche il ruolo sociale, garantito da persone vere nei punti vendita. Insostituibile”.

I suoi colleghi come la pensano?

“Gli associati di Fida, che sono mediamente negozi specializzati o piccoli esercizi di vicinato, sono tutti d’accordo. Quando invece si va sulle multinazionali o sulle grandi catene, dove non ci si interfaccia con il titolare di aziende ma con dei manager che hanno l’obiettivo di far tornare i conti, trovo più resistenza. Ma puntare sulle persone per me è prima di tutto un investimento. Continuo a pensarlo”.

Lei lavora nel commercio da una vita. L’italiano medio come si comporta al supermercato?

“Ci sono quelli che arrivano con la lista della spesa, difficile che facciano acquisti d’impulso, soprattutto gli uomini. Ma oggi le persone sono in genere attente a non sprecare troppo”.