
Meteo, Roma e Napoli sotto la neve: eventi meno rari di quanto si pensi
Immaginare Roma e Napoli imbiancate sembra quasi un esercizio di fantasia, specialmente se guardiamo agli inverni recenti, spesso caratterizzati da lunghe fasi di mitezza e anticicloni inossidabili. Eppure, scavando negli archivi della meteorologia italiana, la realtà è ben diversa. Le due metropoli del Centro-Sud conservano una memoria fatta di nevicate intense, a tratti clamorose, capaci di trasformare il paesaggio urbano in cartoline siberiane nel giro di poche ore.
Si tratta di eventi rari, è innegabile, ma tutt’altro che impossibili, nemmeno nell’era del cambiamento climatico. Anzi, negli ultimi quindici anni la Capitale ha visto cadere la neve con una frequenza superiore a città del Nord considerate ben più “invernali”. Anche Napoli, con il suo clima mitigato dal mare, ha vissuto episodi sorprendenti, con accumuli che hanno coperto non solo le colline ma anche il lungomare. Due città, due storie, ma un unico denominatore comune: quando l’atmosfera decide di incastrare i pezzi giusti, la neve sa arrivare anche qui.
Febbraio: il mese delle grandi nevicate
Se c’è un periodo cerchiato in rosso sul calendario dei meteo-appassionati del Centro-Sud, quello è febbraio. Non è una coincidenza statistica, ma una conseguenza fisica precisa. Durante l’ultimo mese dell’inverno, il Vortice Polare tende fisiologicamente a perdere compattezza, favorendo discese di aria gelida verso le nostre latitudini. Quando queste masse d’aria di origine continentale (spesso dai Balcani o dalla Russia) si gettano sul Mediterraneo, trovano un mare ancora relativamente tiepido. Questo contrasto termico fornisce l’energia e l’umidità necessarie per alimentare perturbazioni violente. È la ricetta perfetta: freddo secco da est che incontra l’umido da ovest. Quando la sincronia è perfetta, il risultato sono precipitazioni abbondanti e quote neve che crollano fino al livello del mare.
Roma: quando la Città Eterna si ferma
Spesso descritta come una città dal clima dolce, Roma nasconde un’anima invernale insospettabile. La latitudine non è uno scudo sufficiente contro le grandi irruzioni fredde. Tra gli episodi impressi nella memoria collettiva spicca il 9 febbraio 1965. Un evento eccezionale, forse irripetibile per intensità: in poche ore, alcuni quartieri furono sepolti sotto 40 centimetri di neve. La città andò in tilt, paralizzata nei trasporti e nella vita quotidiana, offrendo però uno spettacolo visivo unico. Altra data scolpita nella storia è il febbraio 1986, quando il manto bianco superò nuovamente i 30 centimetri, bloccando la Capitale per giorni. Questi due eventi dimostrano che, quando il freddo continentale sfonda con decisione, anche una metropoli mediterranea può capitolare sotto il peso della neve. Non bisogna certo dimenticare il rigidissimo febbraio 1956, quando la neve cadde sulla Capitale per ben quattro volte!
Venendo a tempi più recenti, impossibile dimenticare i mesi di febbraio 2012 e 2018. Pur senza raggiungere gli accumuli record del passato, quelle nevicate ebbero un impatto mediatico enorme, dimostrando che il Riscaldamento Globale non cancella gli estremi, ma li rende parte di una variabilità climatica sempre più accentuata. Mezzo metro di neve a Roma? Oggi sembra fantascienza, ma la storia ci insegna che è una possibilità fisica concreta.
Napoli: la neve che tocca il mare
Se vedere il Colosseo innevato stupisce, vedere il Vesuvio e il Golfo di Napoli imbiancati fino alla riva lascia senza fiato. La posizione geografica e l’influenza mitigatrice del Tirreno rendono la neve partenopea un fenomeno ancora più raro, ma proprio per questo spettacolare.
Il febbraio 1956 resta la pietra miliare: un’ondata di gelo epocale portò fino a 20 centimetri di neve in pieno centro, segnando uno spartiacque nella climatologia del Sud Italia. Ma la storia è ricca di altri capitoli. Nel marzo 1971 la neve raggiunse le coste, seguita pochi giorni dopo da una replica su Roma. Gli anni Ottanta furono particolarmente generosi: il gennaio 1985, il febbraio 1986 e il dicembre 1988 regalarono nevicate con accumuli al suolo e disagi diffusi, confermando quel decennio come un periodo d’oro per gli inverni mediterranei.
Anche il nuovo secolo ha regalato emozioni bianche ai napoletani. Nel 2005 si verificarono due episodi distinti, mentre nel 2009 e nel 2012 la neve fece la sua comparsa, interessando soprattutto i quartieri collinari come il Vomero e i Camaldoli. Tuttavia, è il 27 febbraio 2018 la data recente più significativa. Napoli si svegliò sotto una coltre di 10 centimetri, un evento che mandò in visibilio la popolazione e in crisi la viabilità. La neve raggiunse persino l’isola di Procida, dove mancava dal lontano 1956. Quell’episodio, avvenuto in contemporanea con la nevicata romana, ribadì un concetto fondamentale: quando l’aria artica dilaga nel modo giusto, tutto il Centro-Sud può vestirsi di bianco.
Due città simbolo del clima che cambia
Le storie climatiche di Roma e Napoli ci offrono una lente d’ingrandimento sulla complessità del tempo atmosferico mediterraneo. Non vivono la neve come quotidianità, ma come evento eccezionale capace di riscrivere la percezione della stagione. Questi episodi non negano il riscaldamento del pianeta, ma ne evidenziano una faccia spesso trascurata: l’estremizzazione. Pensare oggi a grandi nevicate su queste città non è azzardo, ma consapevolezza storica. L’inverno, anche alle nostre latitudini, ha ancora la capacità di stupire.
Fonti e approfondimenti storici e scientifici:
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
Meteo, Roma e Napoli sotto la neve: ecco quando la storia si ripete
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