Roma, 9 gennaio 2026 – Dopo Francia e Belgio anche la Procura di Roma apre un’inchiesta sulla strage di Crans-Montana. I pm della Capitale di norma hanno competenza sugli episodi che coinvolgono cittadini italiani all’estero. I reati ipotizzati nel caso sono omicidio colposo, lesioni gravi e incendio. La Procura ha disposto le autopsie sulle vittime italiane, esami che non sono state fatti in Svizzera. L’inchiesta è stata aperta dopo una comunicazione arrivata dalla Farnesina. Intanto, in Svizzera, a Sion, oggi la Procura sentirà per la seconda volta Jacques e Jessica Moretti, proprietari francesi del locale teatro della tragedia.
L’indagine
Contro i coniugi Moretti la magistratura elvetica ha aperto il 3 gennaio un’indagine per omicidio, lesioni e incendio colposi. La coppia nei giorni scorsi ha assicurato in una dichiarazione la “piena collaborazione” con gli inquirenti. L’interrogatorio verterà soprattutto sulla situazione economica dei due: “Un accertamento su questo è essenziale”, ha detto Romain Jordan, che segue diverse famiglie delle vittime. All’audizione assisteranno anche i legali delle vittime: uno di questi, l’avvocato Sébastien Fanti, ha detto di sperare che questo porti “alla custodia cautelare dei due proprietari”. Nel pomeriggio di ieri è stata invece ascoltata una delle cameriere del locale sopravvissute all’incendio.

La presunta fuga di Jessica Moretti
Nel frattempo nei confronti di Jessica Moretti emergono alcune testimonianze che la descrivono in fuga con la cassa del locale mentre scoppiava l’incendio nel locale. La moglie di Jacques ha fatto sapere di aver subito leggere ustioni a un braccio durante la tragedia, ma non ci sarebbero referti o ricoveri ospedalieri a comprovarlo. Secondo i testimoni la donna era a Le Constellation insieme al figlio (avuto da un altro matrimonio), che ricopriva il ruolo di capo staff del locale. Mentre il ragazzo provava a sfondare i pannelli della veranda per liberare gli intrappolati, lei sarebbe scappata. L’episodio potrebbe aggravare la posizione della donna, portando all’accusa di omissione di soccorso.
La prima audizione
Una prima audizione dei coniugi Moretti era stata svolta “in quanto persone chiamate a fornire informazioni”. Ora sono ufficialmente indagati. L’inchiesta intanto continua sulla conformità dei lavori eseguiti dalla coppia nel 2015, sui materiali utilizzati, sulle uscite di emergenza, sugli estintori e sul rispetto delle norme di sicurezza antincendio, in particolare per quanto riguarda l’installazione della schiuma, che sembra essersi incendiata molto rapidamente. Nei giorni scorsi il Comune di Crans-Montana ha riconosciuto che dal 2019 non è stata effettuata alcuna ispezione antincendio del bar.
Lo stop ai fuochi nei locali
Per questo dopo le misure di prevenzione decise dal Vallese anche il confinante Cantone di Vaud ha deliberato uno stop ai fuochi d’artificio all’interno dei locali pubblici e l’avvio di controlli straordinari della polizia cantonale negli esercizi commerciali. In Belgio ad annunciare l’apertura di un’inchiesta è stato il procuratore federale Marc Rezette, precisando che la procura del Brabante Vallone ha aperto un fascicolo in coordinamento con quella federale. L’iniziativa, ha spiegato il procuratore, punta a facilitare l’assistenza alle vittime e a garantire il coordinamento tra le loro famiglie in Belgio e le autorità svizzere.