“Ho un’anima da esploratrice, la mia famiglia non capisce”. Non rinunciare mai: è l’esperienza più bella

Ciao Caterina,

sono Mariasole, una ragazza di 26 anni appassionata di viaggi, mondi da scoprire e storie da raccontare. Ti scrivo per raccontarti ciò che mi succede ogni volta che, insieme agli amici, decido di partire per un viaggio un po’ lontano da casa, verso una meta più o meno esotica. Tutto inizia nel momento in cui lo comunico ai miei genitori. Immediatamente sento frasi come: “Ma che vai a fare in questi posti?”, “Non sai nemmeno dove vai”, accompagnate sempre da un sottofondo di ansia e disapprovazione. Ogni volta la stessa storia: io che cerco di convincerli, loro che mi trasmettono preoccupazione e angoscia prima della partenza (anche se, alla fine, sì, sono abbastanza grande da poter decidere autonomamente cosa fare, anche senza il loro “sì”). E poi, un po’ sconsolati e arresi, mi salutano con un abbraccio. Ogni volta non mi sento capita. Ogni volta mi sento rimproverata, ma per cosa? Dopo ogni viaggio, dopo ogni esperienza di questo tipo, mi sento arricchita, più viva, più carica e pronta ad affrontare le sfide quotidiane. Mi chiedo allora perché non riescano a supportare e approvare queste mie scelte. Non mi sembra di fare nulla di sbagliato, anzi: credo sinceramente che viaggiare mi arricchisca e ampli la mia visione della vita. Perché, allora, a volte è così difficile sentirsi compresi?
E perché il rapporto genitore-figlio è spesso così complesso? Mi piacerebbe molto conoscere un tuo parere e il tuo punto di vista, magari anche qualche consiglio su come potrei comportarmi. Lo attendo con grande curiosità.

Un caro saluto, Sole

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Ciao Mariasole,

sono molto contenta che ti piaccia viaggiare, scoprire nuovi posti e come dici tu creare delle storie da poter raccontare in un futuro. Mi piace avere l’idea che un giorno potrai raccontare le storie dei tuoi viaggi ai tuoi figli e nipoti. Sono rammaricata che i tuoi genitori reagiscano così alla notizia dei tuoi viaggi, con angoscia e disapprovazione. Io come mamma li comprendo per quanto riguarda l’angoscia, perché immaginare un figlio dall’altra parte del mondo, lontano da casa è difficile. Non capisco invece la disapprovazione, io sarei molto contenta se i miei figli mi dicessero di aver prenotato un viaggio con i loro amici. Scoprire nuove culture, incontrare nuove persone, conoscere nuove lingue sono tutte cose che influiscono nell’arricchimento del proprio bagaglio culturale e personale, sarei quindi orgogliosa di loro. I tuoi genitori possono essere contrariati dalle tue scelte, ma quando arriva il momento di partire ti abbracciano sempre e, in fondo, ti danno il loro consenso. All’inizio non è mai totale, però alla fine arriva sempre. Il mio consiglio è di non lasciarti assolutamente condizionare dalle loro paure: prenota, parti e visita tutte i luoghi del mondo che desideri. Io tifo per te! Anche a me piace molto viaggiare, al ritorno mi sento anche io più arricchita, più viva, più carica, pronta ad affrontare nuove sfide quotidiane. Viaggiando si ricaricano le batterie e si torna più sereni e carichi di prima. Ti auguro di poter vivere tutti i viaggi che vuoi con i tuoi amici, perché viaggiare è l’esperienza più bella al mondo!

P.s. Sono stata da poco a Buenos Aires, una città veramente molto bella, te la consiglio!

Un bacio, Caterina