Parigi, 2 febbraio 2026 – Un rombo rosso illuminato da luci a neon oppure dipinto sulle facciate scrostate dei paesini: è il simbolo del bar-tabacchi francese. Se ne vede sempre meno Oltralpe. Tra il 2002 e il 2022, oltre 18.000 di questi locali hanno chiuso i battenti, con conseguenze non solo sulla vita sociale.
Secondo uno studio del Centre pour la Recherche économique et ses applications (CEPREMAP), condotto dal ricercatore dell’Università di Zurigo Hugo Subtil, esiste un legame tra l’erosione del legame sociale e l’ascesa dell’estrema destra in Francia. Un lavoro che si ispira a quello realizzato sull’altra sponda della Manica nel 2021, sul legame tra la chiusura dei ‘community pubs’ e il voto a favore della Brexit.
Il vuoto relazionale riempito dall’estrema destra
Tra le cause di quest’erosione, la chiusura dei bar tabacchi rappresenta un elemento centrale e un acceleratore del fenomeno. Incrociando vent’anni di archivi elettorali con il registro dei punti di gioco della Française des Jeux, i cui terminal sono ospitati nella maggior parte dei casi dai bar-tabacchi e oltre due milioni di interventi parlamentari, lo studio evidenzia come “la democrazia locale si costruisce negli spazi di incontro dei cittadini, dove si formano delle opinioni a partire da interazione concrete”. La chiusura dei bar-tabacchi crea quindi un “vuoto relazionale”, prosegue lo studio: “Quando non esistono più luoghi per parlarsi, la politica diventa un faccia a faccia tra l’individuo isolato e le grandi narrazioni mediatiche”, che finiscono per “alimentare un sentimento di relegazione e trovare un’espressione elettorale”.
Dove? Nell’estrema destra, più efficace nel recuperare il malcontento e la frammentazione sociale delle campagne. Il Rassemblement national, per esempio, ha saputo capitalizzarli non perché parli più spesso della chiusura di luoghi come i bar-tabacchi, ma perché lo fa usando un registro emotivo e simbolico legato al declino dei territori periferici francesi. La proposta del deputato Julien Odoul – indagato insieme a Marine Le Pen nel processo sugli impieghi fittizi – di giugno 2025 per rendere i caffè e i bar francesi patrimonio immateriale dell’Unesco, rientra in quest’ottica.
Uno spostamento leggero ma significativo
Guardando una carta della Francia, sono soprattutto le regioni del Nord – le ex roccaforti industriali – quelle in cui ha chiuso il maggior numero di esercizi di questo tipo. Le stesse dove il Rassemblement National ha registrato un incremento maggiore.
Un contrasto evidente rispetto alla Costa azzurra, vicina all’estrema destra da ben prima o le grandi città e l’ovest del Paese, dove il tessuto sociale è più denso.
Lo slittamento del bacino elettorale verso l’estrema destra però non è una conseguenza diretta, ma un processo più lungo, che si conferma a ogni elezione. Contrariamente alla scomparsa di un sito industriale, dove, con le lotte sindacali, le intenzioni di voto possono cambiare immediatamente, “queste chiusure influenzano la maniera in cui i cittadini percepiscono, interagiscono e si confrontano con le istituzioni”.
Concretamente, l’impatto non sembra essere significativo – una differenza del +1,38% tra i comuni colpiti dalla chiusura di un bar tabacchi rispetto a quelli in cui esistono ancora – ma il ricercatore evidenzia che nel caso delle elezioni legislative il margine è sufficiente per far slittare un comune all’estrema destra, soprattutto in caso di secondo turno.
Perché i bar tabacchi e non le panetterie
Lo studio distingue chiaramente le conseguenze della chiusura di un supermercato locale o di una panetteria, rispetto a quella di un bar-tabacchi.
Questo perché, nella maggior parte dei casi, il bar-tabacchi è l’ultimo luogo di incontro sociale a chiudere i battenti e concentra tutti i servizi: un po’ supermercato, un po’ edicola, tabaccaio, bar, lotteria, panetteria… Una sorta di agorà moderna e punto di ritrovo obbligatorio: “Spazio di riconoscimento sociale, punto di incontro tra vicini, luogo in cui si costruiscono le appartenenze locali e la cui scomparsa trasforma profondamente i modi di socializzazione” dei territori.
La scomparsa dei bar-tabacchi non “segna soltanto la chiusura di un’attività commerciale, ma la silenziosa ricomposizione dell’infrastruttura sociale dei territori e l’erosione di un intero stile di vita popolare”. Un processo non irreversibile, sottolinea il ricercatore: nei comuni in cui ha riaperto un bar tabacchi, il voto a favore dei partiti d’estrema destra è sceso di nuovo di una proporzione più o meno identica.