Ciclone Epstein a Londra, Re Carlo contestato e Starmer nella bufera. Spunta il nome di un nipote di Gianni Agnelli

Roma – ​​​​​​Lo scandalo Epstein esplode ora in Gran Bretagna. E i file desecretati del finanziere trovato morto nella sua cella nel 2019 rischiano di travolgere anche il governo inglese. Non c’è solo la questione Andrea. Re Carlo, l’altro giorno, è stato contestato, mentre era in una visita pubblica con la regina Camilla nel villaggio di Dedham nell’Essex, alla luce delle nuove rivelazioni emerse dai file Usa sul conto del fratello, il reprobo di casa Windsor.

Re Carlo e la regina Camilla
Britain’s King Charles III and Queen Camilla during a meeting with the British community in Villa Wolkonsky, Rome, Italy 8 April 2025. ANSA/FABIO FRUSTACI

“Carlo, hai sollecitato la polizia ad avviare un’indagine su Andrea?”, ha chiesto un uomo fra la folla rivolgendosi al sovrano che stava salutando i sudditi. Carlo III non ha risposto e alcuni agenti di polizia si sono successivamente avvicinati all’uomo accompagnandolo lontano dalle transenne. In precedenza, una donna che sembrava essere una giornalista aveva fatto una domanda sullo scandalo Epstein al sovrano e, anche in quel caso, Carlo III l’aveva ignorata continuando la visita. La linea della famiglia reale è quella del silenzio in questi casi, soprattutto a fronte delle rivelazioni vergognose che continuano a emergere sul conto dell’ex principe. Ma intanto il consenso nei confronti della monarchia è sceso al 60%.

La mappa dello scandalo Epstein: i Clinton alla sbarra, l’ex principe Andrea e Fergie, l’ambasciatore e quei sospetti sugli 007 russi

Jeffrey Epstein con Ghislaine Maxwell in una delle foto contenute nei file Epstein e pubblicate dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti
Jeffrey Epstein con Ghislaine Maxwell in una delle foto contenute nei file Epstein e pubblicate dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. ANSA/US DEPARTMENT OF JUSTICE +++ NPK +++ +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE – NO ARCHIVING – NO LICENSING – NPK +++

Il caso dell’ambasciatore britannico negli Usa

Ieri invece, è deflagrato il caso Peter Mandelson, l’ex eminenza grigia del partito dei Labour, che ha lasciato il suo scranno alla Camera dei Lord. Con tanto di scuse del premier Starmer nei confronti dei sudditi che non sono bastate però a placare gli animi. Con seri rischi anche per la tenuta del governo. Starmer aveva scelto Mandelson prima come consigliere e poi come inviato britannico a Washington. E non è più solo l’opposizione a chiedere chiarimenti al premier britannico, ma ora anche alcuni deputati della maggioranza. Scotland Yard ha avviato ha avviato perquisizioni in due proprietà legate a Mandelson. L’ambito dell’indagine penale sono le informazioni e i documenti governativi riservati condivisi, quando era ministro, proprio con Epstein.

Caso Epstein a Mandelson costa Camera dei Lord. E spunta nuovo file

Sky News ha diffuso le immagini di due detective di Scotland Yard che entravano e uscivano dalla casa dell’ex membro della Camera dei Lord nel nord-ovest della capitale britannica. I ‘leak’ sotto accusa riguardano informazioni passate da Mandelson quando era ministro al faccendiere, fra il 2009 e il 2010, sulla stretta fiscale ai bonus dei banchieri dopo la crisi del 2008 e sull’approvazione del mega intervento Ue da 500 miliardi di euro per il salvataggio delle banche europee. Materiale che è stato classificato come sensibile per i mercati finanziari.

L’ex principe Andrea sfrattato all’improvviso dal Royal Lodge. La folle accusa di “tortura” e gli incontri nella residenza reale

Netanyahu: “Epstein non era un agente israeliano”

Ma la giornata di ieri per i contenuti delle carte che continuano a uscire dagli Epstein files ha avuto una considerevole rilevanza anche dal punto di vista geopolitico. La principessa ereditaria Mette-Marit di Norvegia ha dichiarato di “rammaricarsi profondamente” della sua «amicizia» con Jeffrey Epstein e della situazione che ha creato per la famiglia reale. E il premier israeliano Netanyahu ha scelto X per dire che “Epstein non era un agente israeliano”, proprio per i rapporti che intratteneva con l’ex premier Ehud Barak. E sempre restando in Israele, Epic Games è stata costretta a smentire la voce che Epstein non sarebbe morto nel 2019 ma che giocherebbe a Fortnite. Intanto da lunedì il Congresso potrà iniziare a esaminare la versione non censurata dei file del dipartimento di Giustizia su Epstein.

Eduardo Teodorani Fabbri

Spunta il nome di Eduardo Teodorani, nipote di Gianni Agnelli

E venendo all’Italia dalle carte sarebbe spuntato anche il nome del nipote di Gianni Agnelli, il figlio di Maria Sole: il 60enne Eduardo Teodorani, ex top manager di Exor, Fiat, New Holland e Cnh International. La corrispondenza tra i due era fitta, anche perché parlavano di compravendita di edifici di lusso. Arrivati a questo punto sarebbe più facile dire chi non abbia almeno un piede dentro i milioni di documenti riguardanti il finanziere morto in carcere nel 2019. Nei giorni scorsi sempre dai files Epstein si era fatto riferimento al fatto che fosse citato anche Matteo Salvini, ma il vice premier e il leader del Carroccio l’altra sera in tv ha detto: “Non conosco Epstein, non ho mai visto né un dollaro né un rublo”