Federica uccisa e bruciata per “ostacolarne il riconoscimento”, Carlomagno resta in carcere: “Era in procinto di fuggire”

Roma, 20 gennaio 2026 – La Procura di Civitavecchia contesta il nuovo reato di femminicidio a Claudio Carlomagno, l’uomo che avrebbe ucciso la moglie Federica Torzullo e l’abrebbe sotterrata in un canneto alle spalle della sua azienda ad Anguillara. I pm hanno modificato la fattispecie alla luce delle risultanze investigative. L’articolo 577 bis del codice penale prevede la condanna all’ergastolo per l’omicidio di una donna che viene commesso “per motivi di odio, discriminazione di genere, o per reprimere la sua libertà, i suoi diritti o la sua personalità, come il rifiuto di una relazione”. L’uomo è indagato anche per occultamento di cadavere. Intanto è fissato per domani alle 11 nel carcere di Civitavecchia l’interrogatorio di convalida del fermo. L’uomo, comparso ieri davanti ai pm, è rimasto in silenzio. Gli inquirenti puntano a ottenere un’ammissione, elementi sul movente, sull’arma utilizzata che non è stata ancora trovata e sulla dinamica dei fatti.

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Intanto dal decreto di fermo firmato dal pm Gianluca Pignotti, titolare dell’inchiesta insieme al procuratore Alberto Liguori, è emerso che Carlomagno avrebbe tentato di dare fuoco e fare a pezzi il corpo della moglie per “ostacolarne il riconoscimento” e che l’uomo sarebbe stato in procinto di darsi alla fuga. “La dissimulazione della propria condotta, il contegno non collaborativo, il difficile contesto territoriale, consentono ragionevolmente di ritenere che un soggetto ormai privo di legami affettivi e professionali e deradicalizzato dal suo contesto abitativo, raggiunto dalla notizia del ritrovamento del corpo della vittima, sia in procinto di darsi alla fuga”, si legge ancora nel decreto.

Oggi pomeriggio presso l’istituto di medicina legale della Sapienza si svolgerà l’autopsia sul corpo di Federica.

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Intanto si è dimessa da assessore alla Sicurezza di Anguillara Sabazia Maria Messenio, madre di Carlomagno. Secondo quanto si apprende le dimissioni, non ancora comunicate ufficialmente al consiglio comunale da parte del sindaco, sono state ufficialmente depositate da Messenio ieri mattina, prima dell’arresto del figlio con l’accusa di omicidio aggravato.

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