La cerimonia di Milano-Cortina: il top e i molti flop tra gaffe grottesche e chiacchiere eccessive

Forse perché non hanno ascoltato il commento sulla RAI. Ma se diamo un’occhiata alle prime pagine online dei principali giornali mondiali – Guardian, ma anche LA Times, Indipendent e l’autorevolissimo New York Times – la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina è piaciuta soprattutto al pubblico straniero: “Gli Italiani sanno sempre come salvare il salvabile, facendo bella figura senza farti capire se quello che hanno fatto è una scelta o una necessità” scrivono oggi in America.

Descrivendo lo show di Marco Balich, non meno di un miliardo di telespettatori nel mondo, come “un evento di grande ed eccentrica poesia capace di esaltare ma anche di ironizzare sull’immenso patrimonio culturale e storico di un paese che possiamo solo invidiare”.

Peccato che in Italia, su Rai 1, l’evento sia stato accompagnato da una telecronaca che ha fatto rimpiangere il “tunz tunz tunz” del dj Mace. E non è un complimento.

Mariah Carey, ah no… Matilda De Angelis

Partiamo subito dal momento clou della serata, quello che ha fatto impazzire i social e che rimarrà negli annali della televisione italiana: Paolo Petrecca, direttore di RaiSport e voce narrante dell’evento, che si è autoimposto al microfono dopo la decisione di escludere Auro Bulbarelli – inizialmente prescelto al commento – a causa di una imperdonabile gaffe – scambia Matilda De Angelis per Mariah Carey. Sì, avete letto bene. L’attrice milanese, nel pieno della sua performance come direttrice d’orchestra, viene annunciata come la diva americana. Imbarazzo cosmico. Dopo qualche secondo – evidentemente qualcuno gli ha fatto notare l’errore – Petrecca si corregge, ma ormai il danno è fatto.

Il web esplode: “Ma stiamo scherzando?”, “Insostenibile”, “Una figuraccia planetaria”. E pensare che Mariah Carey sarebbe arrivata dopo, per cantare “Volare” in una performance che i social hanno definito “ingessata” e “poco coinvolgente”. In realtà solo agli italiani Mariah Carey non è piaciuta: forse anche per il gobbo elettronico che suggeriva il testo delle canzoni in italiano con una bizzarra pronuncia da cartone animato. Ma si usa in tutto il mondo con un gergo che chi ha fatto produzione televisiva ben conosce: Re-Spelling, ovvero trascrizione fonetica adattata.

Entra il numero #17 Petrecca esce il numero #4 Bulbarelli

Va detto, per onestà di cronaca, che Paolo Petrecca ha sostituito all’ultimo minuto Auro Bulbarelli, colpevole di aver “spoilerato” la presenza del Presidente Sergio Mattarella alla cerimonia. Una sostituzione in corner che forse spiega – ma non giustifica – alcune incertezze. Ma quando si tratta di un evento planetario come l’apertura delle Olimpiadi, con oltre un miliardo di telespettatori, l’improvvisazione non è ammessa. Serviva preparazione, studio, coordinamento. E invece abbiamo avuto una telecronaca concitata, confusa, logorroica, che ha rovinato in parte uno spettacolo altrimenti perfetto.

Cerimonia Inaugurale MIlano Cortina
L’arco della Pace di Milano festeggiato da fuochi d’artificio – Credits Milano-Cortina 2026 (TVBLog.it)

Il commento RAI: imbarazzante

Indipendentemente dal come e dal chi va spiegata una cosa ai lettori. Non è che la cerimonia delle olimpiadi si commenti senza rete. La produzione dell’evento, difendendola con un rigoroso embargo, commenta a tutte le TV aventi diritto e dunque ai propri commentatori un documento gigantesco: centinaia di pagine che descrivono ogni singolo momento della cerimonia. Sinossi e interpretazione: le scelte sono due. O si impara quello che non si sa e si racconta l’essenziale evitando la foga del ‘maquanteneso’ o si evita la fatica persino di leggere. Andando a braccio e rischiando brutte figure epocali.

La gaffe su De Angelis è solo la punta dell’iceberg. Il vero problema della telecronaca Rai è stata la logorrea inarrestabile del trio composto da Paolo Petrecca, Stefania Belmondo e Paolo Genovesi. Questi tre hanno parlato. Ininterrottamente. Per oltre tre ore. Anche quando si cantava. Anche quando si ballava. Anche quando sarebbe bastato semplicemente tacere e lasciare che le immagini parlassero da sole.

“Fateli tacere per favore”, “Insostenibile questo vociare continuo per dire cose inutili”, “Una cerimonia monumentale, rovinata dalle voci Rai”, “Più silenzio e rispetto per l’arte”, hanno scritto gli utenti su X e Instagram. Qualcuno ha persino notato come i telecronisti abbiano parlato sopra il toccante omaggio a Raffaella Carrà: “Bello l’omaggio alla Carrà, peccato che parlate sopra”. Un altro ha chiesto disperato: “Potreste dire ai commentatori di non urlare?”.

I pallavolisti fantasma

E poi c’è stata la gaffe che ha fatto infuriare il mondo della pallavolo. Durante il passaggio della torcia olimpica, uno dei momenti più emozionanti della serata, sei campioni del volley – Danesi, Egonu, Cambi, Giannelli, Porro e Anzani, vale a dire campioni del mondo tra gli sportivi più amati del paese e più conosciuti all’estero – hanno ricevuto la fiaccola da Giuseppe Bergomi e Franco Baresi, per poi passarla ad altri tedofori.

Un momento simbolico, accompagnato dalle note struggenti di “Nessun dorma” cantato da Andrea Bocelli. Ebbene, i radiocronisti Rai non hanno nemmeno l’elenco dei tedofori sotto mano. Risultato? Non citano ben cinque dei sei pallavolisti protagonisti, tra cui i due capitani delle nazionali italiane. “C’è la Egonu….” Dice Petrecca. Complimenti, bell’intuito.

“Male al collo per colpa del cuscino”

Non poteva mancare una nota di colore surreale: Paolo Genovesi, nel bel mezzo della cerimonia, ha sentito il bisogno di raccontare al pubblico di avere male al collo per colpa del cuscino. Mentre San Siro brillava di luci e coreografie mozzafiato, mentre il mondo intero guardava lo spettacolo italiano, uno dei telecronisti ha pensato bene di condividere con un miliardo di persone i suoi dolori cervicali. Probabilmente pensava di essere a casa sua sul divano, non in diretta mondiale. O forse sperava in una pubblicità last-minute per un brand di materassi ortopedici.

Cerimonia Inaugurale MIlano Cortina
San Siro chiede pace con una coloba disegnata da 200 ballerini – Credits Milano-Cortina 2026 (TVBLog.it)

Quel cognome vagamente italiano

Altra perla: quando sfila la delegazione albanese, il telecronista nota la presenza di Lara Colturi, sciatrice italiana (anzi, piemontese DOC) che però gareggia per l’Albania. E cosa dice? Che ha un “cognome vagamente italiano”. VAGAMENTE. Colturi. Un cognome che arriva dalla campagna e dalla terra: deriva dalle tradizioni contadine, esiste da almeno cinquecento anni.

Le cose belle che non avevano bisogno di commento

Ma alla fine, al di là delle gaffe e della logorrea, la cerimonia è stata bellissima. Marco Balich ha confezionato uno show di altissimo livello, che ha reso omaggio all’arte, al cinema, alla musica, alla moda italiana. L’ingresso del Presidente Mattarella sul tram guidato da Valentino Rossi ha fatto emozionare San Siro. Laura Pausini ha cantato l’Inno di Mameli con una voce potente, pure troppo, apparsa sopra le righe.

I cinque cerchi olimpici sospesi al centro dello stadio sono stati un’immagine iconica. Charlize Theron – splendida – ha incantato tutti con il suo discorso sulla pace (promossa a pieni voti dai social). Sabrina Impacciatore ha deliziato con il suo mini-musical. Andrea Bocelli ha regalato un “Nessun dorma” da brividi.

E poi c’è stato il momento più bello di tutti: l’accensione del braciere da parte di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni a Milano, e di Sofia Goggia a Cortina. Un simbolo di unità, di sport, di passione. Quegli attimi finalmente li abbiamo potuti vedere in pace. Perché, per una volta, i telecronisti hanno taciuto. Un braciere diverso da tutti quelli che abbiamo visto fino a oggi e che sembra un rassicurante camino. A portata di mano per tutti quelli che lo vorranno vedere e fotografare.

Cerimonia Inaugurale MIlano Cortina
Il braciere acceso sotto l’Arco della Pace a Milano – Credits Milano-Cortina 2026 (TVBLog.it)

Dicono di noi

Mentre la Rai si perdeva in chiacchiere e gaffe, la stampa internazionale ha saputo raccontare la bellezza della cerimonia con ben altra eleganza. Il Los Angeles Times ha definito lo spettacolo “uno spettacolo assolutamente italiano, che solo loro potevano offrire, elegante ma non esagerato, e autoironico” riferendosi alla divertentissima scena in cui Brenda Lodigiani gioca sulla nostra vivace gestualità. Poi citando Valentino e Giorgio Armani ci dedica un complimento delizioso: “Non avranno mai la nostra potenza economica ma hanno stile, cose con cui nasci e che giustamente rivendicano con orgoglio. Il genio non è gratis… e rende questo paese anche nelle sue contraddizione un luogo benedetto e da preservare”.

Il Guardian, dal canto suo, ha colto perfettamente il senso innovativo della cerimonia “diffusa”: “A colpire è stato l’insieme, non la celebrità o il cameo ma un senso geografico di stile che non è solo di appartenenza. In questo senso il messaggio di Armonia è stato davvero funzionale e centrato”.

Entrambe le testate hanno notato i fischi a JD Vance (che NBC ha censurato dalla sua trasmissione) e quelli a Israele, senza moralismi ma inquadrandoli nel contesto politico attuale. Hanno parlato delle proteste pacifiche vicino a San Siro, delle uniformi come “fashion statement” (con particolare menzione per Mongolia e Haiti), del discorso di Charlize Theron come messaggio “alla Casa Bianca” sul tema della pace.

Insomma, la stampa internazionale ha saputo raccontare la complessità, la bellezza e anche le contraddizioni della serata. Noi? Noi abbiamo confuso Matilda De Angelis con Mariah Carey e ci siamo lamentati del cuscino.

Cerimonia Inaugurale MIlano Cortina
Il braciere olimpico di Milano-Cortina – Credits Milano-Cortina 2026 (TVBLog.it)

Shit happens

La vera tragedia non è la gaffe in sé – può capitare, siamo umani. La tragedia è l’approccio: una telecronaca logorroica, improvvisata, impreparata, che ha trasformato un evento planetario in una chiacchierata da bar sport. Mentre il mondo guardava l’Italia con ammirazione, noi ci raccontavamo da soli rovinando la visione ai nostri telespettatori.

Marco Balich ha lavorato mesi per creare questo spettacolo. Artisti, tecnici, coreografi, musicisti hanno dato il massimo. Laura Pausini, Andrea Bocelli, Sabrina Impacciatore, Charlize Theron hanno onorato il palco di San Siro con performance di altissimo livello. E noi cosa abbiamo fatto? Abbiamo parlato sopra. Sempre. Comunque. Anche quando non c’era nulla da dire.

La prossima volta – se ci sarà una prossima volta – la Rai potrebbe prendere esempio dalla BBC o da NBC: meno parole, più rispetto per lo spettacolo, più preparazione. E magari, un ripasso veloce sui nomi degli artisti che saliranno sul palco.