Roma – Le immagini che arrivano da Milano raccontano una frattura che va ben oltre gli scontri di piazza. Da una parte la città-cantiere delle Olimpiadi invernali 2026, proiettata sulla vetrina globale, dall’altra la solita spirale di violenza che accompagna alcune manifestazioni e che finisce per oscurare tutto il resto. Caschi, petardi, pietre e perfino pezzi di cemento lanciati contro le forze dell’ordine. E, sullo sfondo, un clima politico sempre più teso. La condanna è trasversale ma assume toni durissimi nel centrodestra. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni parla apertamente di «nemici dell’Italia e degli italiani», accusando chi manifesta contro i Giochi di danneggiare l’immagine del Paese e di vanificare il lavoro di migliaia di volontari e operatori impegnati nell’organizzazione dell’evento. Parole che saldano sicurezza, orgoglio nazionale e difesa delle istituzioni, in una narrazione che il governo rivendica con forza.
Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che sempre sui social usa l’ironia amara per denunciare quello che definisce un doppio schiaffo agli agenti: prima dai violenti in piazza, poi da uno Stato che, a suo dire, non li tutelerebbe abbastanza. Un intervento che rilancia il tema delle misure recentemente approvate dall’esecutivo in materia di ordine pubblico e che punta il dito contro una presunta indulgenza verso le frange più radicali, con certe decisioni come quella di scarcerare «quei gentili ragazzi di Torino».

Ancora più esplicito il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, che chiama in causa direttamente la sinistra, accusandola di ambiguità e di mancata dissociazione. Per Malan, le violenze di Milano – dopo quelle di Torino – rappresentano l’ennesima conferma di un problema ideologico prima ancora che di ordine pubblico: gruppi che «assaltano città e Forze dell’Ordine» e che troverebbero una sorta di sponda politica o culturale. Ma la condanna non arriva solo dal centrodestra.

Anche Ivan Scalfarotto, senatore di Italia Viva e presidente del partito a Milano metropolitana, definisce «surreale» protestare contro Milano-Cortina e parla senza mezzi termini di criminalità quando le manifestazioni degenerano in violenza. «Chi lancia sassi e petardi contro gli agenti è un criminale e come tale va trattato», afferma, rivendicando una linea di fermezza in nome delle istituzioni democratiche.
Milano, scontri al corteo: i manifestanti lanciano fuochi d’artificio contro la Polizia
Più istituzionale il tono del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che esprime solidarietà alle forze dell’ordine e sottolinea come siano «immagini che nessuno vorrebbe vedere», soprattutto mentre Milano è impegnata a preparare un evento che dovrebbe essere motivo di orgoglio collettivo. Resta il nodo politico e simbolico: le Olimpiadi come occasione di unità nazionale e vetrina internazionale, contrapposte a una protesta che, quando sfocia nella violenza, finisce per rafforzare le richieste di maggiore repressione. In mezzo, una città che lavora, una sicurezza messa alla prova e un Paese che, ancora una volta, si ritrova diviso anche davanti ai suoi appuntamenti più importanti.