A pochi giorni dal caso dell’11enne veneto costretto a scendere dall’autobus e a camminare per chilometri al freddo, da Vicenza emerge un nuovo episodio che riaccende le polemiche sul trattamento degli studenti sui mezzi pubblici. Questa volta il protagonista è un ragazzo di 15 anni, disabile, salito sull’autobus alla fermata del Piovene, a San Felice. Convinto di aver dimenticato a casa l’abbonamento, il giovane si è rivolto direttamente all’autista per segnalare il problema. L’autista lo ha invitato a scendere alla fermata successiva. Solo dopo, mentre era già a terra, il ragazzo si è accorto di avere in realtà con sé il titolo di viaggio. Rimasto da solo e sotto la pioggia, ha contattato la famiglia per chiedere aiuto.
La denuncia e la risposta dell’azienda
La madre ha deciso di raccontare l’accaduto al Giornale di Vicenza: “Gli è stato detto di scendere e lui è rimasto lì da solo, alla fermata del bus, sotto la pioggia. Poi ci ha chiamato con il cellulare e il nonno è andato a prenderlo”. La donna si chiede anche perché “non sia stata fatta una multa al figlio, come è previsto, e poi avremmo potuto dimostrare che ne era in possesso”.
La società di autotrasporto ha avviato una verifica interna e ha chiarito che “se l’episodio dovesse essere confermato, il comportamento descritto sarà sanzionato in quanto palesemente in contrasto con la politica di Svt, nonché con le regole di viaggio descritte anche nella carta dei servizi aziendali”. Sul portale aziendale si ricorda inoltre che “per gli abbonati, in caso di mancata esibizione dell’abbonamento su richiesta degli agenti accertatori, la sanzione comminata potrà essere annullata qualora entro i successivi 15 giorni l’utente possa dimostrare di essere in possesso di un titolo nominativo risultante in corso di validità al momento dell’accertamento”.
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