Rubio tende la mano all’Ue. Il segretario di Stato Usa a Monaco: “Siamo pronti a un futuro insieme”

Roma, 14 febbraio 2026 – Europa e Stati Uniti sono destinati a stare insieme. E se lo dice il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che ieri è intervenuto alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza, significa che Washington sta cercando, se non di ricucire, almeno di recuperare un dialogo con Bruxelles. Il tutto in una città blindata anche a causa di una manifestazione contro il regime iraniano a cui hanno partecipato circa 250mila persone.

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LA VISIONE DI RUBIO

Nel suo intervento intitolato ‘Gli Stati Uniti nel mondo’, Marco Rubio ha insistito soprattutto sul legame strutturale tra Stati Uniti ed Europa, descritti come parte di un’unica civiltà occidentale. Washington, ha spiegato, non vuole un’Europa fragile o dipendente, ma un’Europa forte, capace di difendersi e di condividere responsabilità strategiche e dove l’immigrazione massiccia, secondo Rubio, destabilizza le società occidentali. Il destino delle due sponde dell’Atlantico è definito come intrecciato. In questo quadro, Rubio ha criticato l’illusione post-Guerra fredda di un ordine globale fondato solo su commercio e regole astratte, ribadendo la centralità della sovranità nazionale e del controllo dei confini. Ma la parte più significativa riguarda le istituzioni internazionali: gli Stati Uniti non intendono abbandonare il sistema multilaterale costruito nel dopoguerra, bensì riformarlo. Le Nazioni Unite, secondo il Segretario di Stato, conservano un grande potenziale ma oggi si sono dimostrate inefficaci nelle principali crisi internazionali, da Gaza all’Ucraina, dall’Iran al Venezuela. Per questo serve una ricostruzione dell’Onu e delle strutture globali, non la loro demolizione: un rilancio che le renda strumenti concreti di sicurezza e stabilità in un’alleanza transatlantica più solida e responsabile.

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IL PLAUSO DI VON DER LEYEN

Rispetto allo scorso anno, insomma, quando a tenere il discorso era stato il vicepresidente JD Vance, il miglioramento è evidente. La prima a riscontrarlo è stata la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che si è detta “molto rassicurata” dalle parole del segretario di Stato. “Sono stata molto rassicurata dal discorso del segretario di Stato – ha spiegato ai giornalisti –, è un buon amico, forte alleato”. Bruxelles, però, la lezione sembra averla capita. La presidente ha infatti anche aggiunto che l’Europa deve diventare più indipendente sotto molti punti di vista, dalla difesa all’energia, dall’economia al commercio, dalle materie prime alla tecnologia digitale. “Alcuni – ha spiegato von der Leyen – potrebbero dire che la parola ’indipendenza’ è in contrasto con il nostro legame transatlantico. Ma è vero il contrario. Un’Europa indipendente è un’Europa forte. E un’Europa forte rende più forte l’alleanza transatlantica”.

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LA QUESTIONE UCRAINA

Ma a fare da sfondo alla Conferenza c’è la drammatica situazione in Ucraina. Lunedì e martedì ci sarà un nuovo round negoziale fra Mosca e Kiev con la mediazione di Washington, ma la strada è tutta in salita e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ieri ha incontrato Rubio e il premier inglese, Keir Starmer, ha messo le cose in chiaro. Per prima cosa ha accusato Mosca di aver cambiato la composizione del team negoziale per allungare i tempi. Il numero uno di Kiev ha poi aggiunto che all’Ucraina vengono chieste troppe concessioni e che per le elezioni ci vogliono due mesi di cessate il fuoco e quelle garanzie di sicurezza che il Paese invaso ritiene fondamentali per porre fine al conflitto.