Rai Sport, da Bulbarelli a Petrecca: l’incertezza ha vinto sulla programmazione, i motivi principali di un fallimento televisivo

Rai Sport, la quiete prima della tempesta. Il “tornado” dalle parti di Viale Mazzini è cominciato con la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026. Paolo Petrecca è stato protagonista di una telecronaca ai limiti del possibile. Un confine tra incarico e missione incompiuta largamente superato da errori grossolani e confusione inammissibile per il ruolo che il Direttore del reparto sportivo della televisione pubblica stava ricoprendo.

Questa disfatta professionale, però, parte da molto prima: al posto di Paolo Petrecca, infatti, doveva esserci Auro Bulbarelli. Il posto è saltato per un’altra ragione importante: il cronista, nella fattispecie, ha commesso un’altra leggerezza. L’uomo ha anticipato la sorpresa che il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto fare (e poi ha fatto) all’apertura dei Giochi Olimpici invernali. Formalmente è stata una mancanza nel protocollo. L’iniziativa era nota agli organi di stampa, i quali tuttavia erano tenuti a mantenere il massimo riserbo. Bulbarelli non lo ha fatto e ha pagato con l’allontanamento professionale, allora il Direttore del comparto sportivo della Rai lo ha sostituito.

Rai Sport in stato di agitazione

Decisione che, internamente a RaiSport, come conferma Alessandro Antinelli, ha creato scompiglio già prima che andasse in onda la telecronaca della discordia. Il motivo del malcontento interno alla redazione sportiva era semplice: nessuno si aspettava che il Direttore Petrecca si auto assegnasse l’incarico di Bulbarelli. Altre figure avrebbero accettato ben volentieri, di fatto però Petrecca ha deciso tutto autonomamente.

Una presa di posizione che la redazione ha accettato per questione di gerarchia, ma il gruppo di lavoro non ha condiviso un atteggiamento simile. Senza neppure il minimo confronto. Anche perché – come ha sottolineato Antinelli in rappresentanza del CDR – c’erano personalità con esperienza e voglia di mettersi in discussione pronte a onorare il compito di commentatore. Questo era quello che serpeggiava prima dell’ormai nota performance di Petrecca. Una volta compiuto il misfatto, quando ormai non era più possibile tornare indietro, gli animi si sono inaspriti definitivamente dentro e fuori la sede di Rai Sport. Da una parte la stampa del mondo che ammoniva l’Italia per gli errori grossolani di Petrecca, dall’altra una redazione sportiva costretta a dissociarsi dall’operato del proprio Direttore.

Paolo Petrecca sfiduciato

A questo, infatti, sono servite le iniziative dei giorni successivi: sciopero generale e ritiro delle firme di cronisti e croniste fin quando non verranno presi provvedimenti sull’operato di Petrecca. Un Direttore, fra le altre cose, sfiduciato dai dipendenti per due volte prima che iniziassero i Giochi Olimpici invernali: “È sempre più solo”, sottolinea Antinelli. Non tira una bella aria dalle parti di Viale Mazzini.

Ora, per salvare il salvabile, Bulbarelli – dopo essere stato allontanato – torna al proprio posto per commentare la cerimonia di chiusura di Milano-Cortina 2026. La questione, però, è tutt’altro che chiusa. L’atteggiamento e i risultati di Petrecca hanno creato un precedente molto importante e rischioso: devono essere presi provvedimenti, in un senso o nell’altro. In alternativa la redazione sportiva della Rai è pronta a ulteriori mobilitazioni. Un fallimento mediatico che avrà conseguenze anche a Olimpiadi concluse.

Lo strappo con i vertici

La telecronaca da San Siro ha creato uno strappo tra redazione e vertici difficile da risanare. L’unico modo per rimettere le cose a posto è annunciare un provvedimento esemplare nei confronti di Petrecca, questo stanno chiedendo i cronisti di Viale Mazzini da giorni. Ancora non vi sono risposte. L’atto di reinserire Bulbarelli non è sufficiente a placare il malcontento di un gruppo di lavoro che, ormai, naviga a vista.