Romina Power recentemente è stata ospite nel programma Stai Serena di Radio 2 dove ha deciso di raccontarsi senza filtri. L’amata artista, cantante famosa, non solo in Italia ma in tutto il mondo è da tempo un simbolo di resilienza e speranza: la sua forza di madre e di donna è un esempio per molte persone, non solo per i suoi fan, che non si stancano mai di ascoltare la storia della sua vita, intrecciata ad una carriera di successi.
Per molto tempo è stata percepita come metà dell’ iconico duo (con l’ex marito Al Bano), ma è chiaro ormai da tempo che Romina è molto di più. In questo periodo ha deciso di raccontarsi attraverso un libro in cui affiora un ritratto inedito. “Sono arrivata a tre quarti della mia vita e ho detto: se non faccio sentire il mio pensiero adesso, sarà troppo tardi.” Ha dichiarato in radio.
Al centro del suo racconto c’è una ferita che non smette di bruciare: la scomparsa della figlia Ylenia. Un evento che ha ridefinito equilibri familiari e visione del mondo. E che, ancora oggi, riemerge come un punto di svolta irreversibile.
Ylenia, “un sole” venuto a mancare
Perdere un figlio è il dolore più grande che può provare un essere umano. E quando Romina Power parla di Ylenia la sua voce si fa più intensa. La descrive come una presenza luminosa, dotata di una mente brillante e di una curiosità fuori dal comune. Una giovane donna vicina alla laurea, con prospettive professionali già concrete, che sapeva scrivere con profondità e di interrogarsi sul senso delle cose.

La sua assenza, ha raccontato e racconta più volte, ha lasciato un vuoto gigantesco nella famiglia. Non solo un dolore personale, ma la perdita di un equilibrio. Nei momenti più bui, a sostenerla è stata la fede: la preghiera quotidiana, ripetuta come un rito, le ha offerto un appiglio quando tutto sembrava crollare.
Ed è proprio parlando di quel periodo che emerge un dettaglio sorprendente. Dal mondo dello spettacolo, racconta, ricevette pochissime manifestazioni di vicinanza. Una telefonata, però, la colpì profondamente: quella di Sophia Loren. Una chiamata sentita da madre a madre. Un gesto rimasto impresso nel tempo, più di tanti clamori pubblici.
Lontana dall’immagine stereotipata che l’ha accompagnata per anni, Romina rivendica oggi una traiettoria personale fatta di scrittura, pittura e musica. Dice di aver sempre annotato pensieri, sogni, poesie. Un archivio intimo che ora sente il bisogno di condividere. Convinta che l’esistenza non si esaurisca con il corpo, l’artista parla di eternità e di reincarnazione. L’India, in questo senso, è diventata per lei un riferimento culturale e spirituale. L’interesse nato negli anni Sessanta, anche grazie al fascino esercitato dai The Beatles verso l’Oriente, si è trasformato in una ricerca personale.