Roma, 16 febbraio 2026 – Dopo le tensioni sul caccia di sesta generazione e le frizioni striscianti degli ultimi giorni, esplode platealmente lo scontro tra Berlino e Parigi. “Gli sforzi nella Repubblica francese sono stati finora insufficienti per raggiungere” l’obiettivo del 5% del Pil per la difesa, ha detto il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, secondo cui “la Francia è chiamata a fare ciò che stiamo facendo qui: creare capacità di investimento attraverso difficili discussioni, attuare alcune misure di austerità nel settore sociale e risparmiare anche in altri settori. E, soprattutto, garantire le capacità di difesa dell’Europa”.
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Intanto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha respinto come “prive di fondamento” le accuse di cinque Paesi europei secondo le quali la Russia avrebbe avvelenato Alexei Navalny, l’oppositore morto esattamente due anni fa in una colonia penale in Siberia.
