Roma, 17 febbraio 2026 – Mossa strategica nel mondo dell’intelligenza artificiale. Sam Altman ha annunciato l’ingresso di Peter Steinberger, fondatore di OpenClaw, in OpenAI. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: sviluppare la “prossima generazione di agenti personali”. E secondo Altman, le capacità di OpenClaw potrebbero diventare centrali nei prodotti dell’azienda.
Cosa è OpenClaw: la ‘mano’ dell’IA
Ma cos’è OpenClaw? Non un semplice chatbot. Nato a novembre come progetto sperimentale (inizialmente chiamato Clawdbot) l’assistente creato da Steinberger puntava a superare il limite dell’AI come “cervello in un barattolo”. L’idea era dare “mani” all’intelligenza artificiale. Non solo risposte.
Azioni concrete. OpenClaw, infatti, è un agente self-hosted capace di gestire email, automatizzare flussi di lavoro, leggere ciò che appare sullo schermo, usare mouse e tastiera, persino scattare screenshot.
Dopo un importante aggiornamento a fine gennaio, il sistema è passato da semplice script a vero agente proattivo. Da lì l’esplosione virale. Il percorso è stato rapido e turbolento. A gennaio, Anthropic ha esercitato pressioni legali per il cambio di nome.
Clawdbot è diventato prima Moltbot, poi definitivamente OpenClaw. Nel frattempo nasceva Moltbook, una sorta di social network per agenti AI che dialogano tra loro. Un’idea diventata subito fenomeno meme, capace di portare il progetto fuori dalla nicchia degli sviluppatori.
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Cosa sono e come funzionano gli agenti personali di IA
Gli agenti personali di Intelligenza Artificiale sono sistemi software autonomi progettati non solo per rispondere a domande, ma per agire al posto tuo nel mondo digitale. Non sono semplici chatbot ma assistenti che prendono decisioni, eseguono compiti e interagiscono con applicazioni e servizi. Un agente personale è un’IA che comprende un obiettivo, pianifica i passaggi necessari, usa strumenti digitali, verifica il risultato e corregge perfino eventuali errori.
Perché l’assunzione di Peter Steinberger è così rilevante?
Semplice. Se il futuro dell’IA passerà davvero dagli agenti personali capaci di agire nel mondo digitale, OpenAI si assicura un vantaggio competitivo rispetto a rivali come Meta e Anthropic. Si parla di un settore destinato a ridefinire il rapporto tra utenti e tecnologia. C’è però un nodo cruciale: la sicurezza. Per funzionare al massimo, OpenClaw necessita di accesso esteso al dispositivo dell’utente.
Un aspetto che ha fatto storcere il naso a molti, tanto da etichettarlo come “incubo per la sicurezza”. L’ingresso in OpenAI potrebbe portare risorse e competenze per rafforzare queste aree critiche. Infine, un dettaglio non secondario: il progetto resterà vivo anche in una fondazione indipendente sostenuta da OpenAI.
Un segnale in controtendenza rispetto alle classiche acquisizioni che finiscono per inglobare o spegnere l’open source. È l’inizio di una nuova era per l’intelligenza artificiale o solo l’ennesima ondata di entusiasmo tech? La partita degli agenti personali è appena cominciata.