Roma, 18 febbraio 2026 – La Russia somiglia sempre di più a un immenso Grande Fratello. La Duma di Stato, la Camera bassa del Parlamento, ha approvato un disegno di legge che conferisce all’FSB, il Servizio segreto nazionale, già datore di lavoro del presidente Putin, di poter ordinare la sospensione non solo di Internet, ma anche dei servizi di telefonia mobile, scollegando completamente intere parti del Paese quando lo ritiene opportuno. Il testo ora dovrà passare al Consiglio federale, la Camera alta del Parlamento e poi essere firmato dallo ‘zar’, che non vede l’ora di apporre il suo sigillo sull’ennesima normativa liberticida nel Paese.
Il testo va cambiare considerevolmente la legge sulle comunicazioni. Fino a oggi, i servizi segreti potevano chiedere ai provider di sospendere le connessioni in caso di presunte minacce alla sicurezza. Adesso sono praticamente obbligati a farlo. Ma, se del caso, lo faranno potranno dormire sonni tranquilli, perché saranno esentati da responsabilità legali. L’altra grande novità è che se prima il blocco riguardava solo internet, adesso viene esteso a telefonate via cavo, sms e persino i servizi postali. I russi, insomma, se vorranno comunicare durante un’emergenza, dovranno usare i piccioni viaggiatori, ammesso che non ci siano reparti dell’Fsb pronti a tirarli giù a suon di fucilate.

Certo, più si va avanti più la situazione peggiora. Il 2025 è stato un anno record per blackout della rete e rallentamento del traffico. La motivazione ufficiale è la guerra in corso in Ucraina e i timori legati ai droni utilizzati da Kiev o altri rischi per la sicurezza. Il governo russo ha più volte detto che si tratta di misure necessarie per proteggere utenti e infrastrutture, ma in molti ritengono che si tratti di un metodo per estendere un controllo già maniacale.
Prima il blocco di whatsapp
A dimostrazione di questo, il voto alla Duma ha registrato ben 13 contrari (per la Russia è un record) a fronte di 393 favorevoli. Il provvedimento, poi, arriva a pochi giorni dal blocco della app di messaggistica Whatsapp e del rallentamento di quella russa Telegram. Una mossa, anche questa, dettata da una esigenza di maggiore controllo della sicurezza, ma che in realtà serve per dirottare gli utenti sulla app Max, controllata direttamente dal governo. Una soluzione tecnologica fittamente voluta dal Cremlino e con la quale i russi potranno accedere anche ai principali servizi amministrativi, con la certezza di poter richiedere documenti in tempi più rapidi, ma anche di venire spiati dall’Fsb. Del resto, ormai, l’andazzo sembra questo: o ti spio o ti blocco.