La nuova stagione motori sta per cominciare, Sky Sport si conferma in prima linea nella trasmissione di eventi legati alla MotoGp e alla Formula Uno. Gli appassionati si apprestano a vivere un’altra stagione, ma prima di cominciare – ai nastri di partenza, per citare una frase di repertorio – c’è bisogno di mettere ordine. Fare spazio tra quello che i piloti (sia di Formula Uno che di MotoGp) regaleranno agli estimatori e quello che Sky Sport può garantire.
La stagione sarà ricca di sorprese e colpi di scena, per questo Sky Sport resta la “casa dello sport” in cui rifugiarsi. L’azienda non si accontenta, nello specifico, di raccontare le gare e i GP. Vuole mettere in condizione l’abbonato di poter vivere ciascuna tappa. L’impressione che va restituita, secondo gli standard aziendali, è semplice: i fruitori devono avere la sensazione di essere in pista con i propri idoli pur rimanendo sul divano.
Sky Sport, una nuova stagione di motori
Una condizione che si raggiunge soltanto avendo a disposizione (e Sky ce l’ha) una nutrita squadra di commentatori e tecnici che accompagneranno ogni gara nell’attesa di capire anche come si muoveranno le rispettive classifiche piloti. Dal paddock alla pista, fino alle interviste pre e post gara. Un pacchetto completo che, per gli abbonati, diventa un tesoro da custodire. Fatto anche di volti familiari e intramontabili.
Uno dei quali, sicuramente, è Guido Meda: una vera e propria istituzione per quanto riguarda il racconto della MotoGp, ma anche e soprattutto dell’esperienza motori in generale. Le sue telecronache sono veri e propri cult di settore, fra tormentoni senza tempo – come “Tutti in piedi sul divano”, “Prima dentro e andiamo”, oppure “Gas a martello” – e analisi tecniche in grado di scandire un racconto per immagini preciso e puntuale.
Guido Meda tra sport e intrattenimento
Con la medesima dovizia e puntualità, il commentatore si è raccontato a TvBlog parlando della propria carriera televisiva: le nuove sfide del 2026 e le ambizioni del prossimo futuro. Compresa la parentesi a Pechino Express in qualità di inviato speciale al fianco di Lillo e Costantino della Gherardesca.

Meda è una certezza in cabina di commento, ma il telecronista è particolarmente affascinato anche dall’intrattenimento e non ha escluso di continuare a esplorare questo mondo – sempre con Sky – qualora ci fossero ulteriori opportunità interessanti da coltivare professionalmente.
Le novità del 2026
Una nuova stagione motori sta per cominciare: che cosa ci aspetta, televisivamente, in termini di novità e certezze?
“Innanzitutto la cosa che ci siamo detti tra noi che lavoriamo nel comparto motori di Sky è quella di affrontare questa cavalcata con gioia e serenità in un mondo della comunicazione sempre più polarizzato in fazioni. Noi, invece, vogliamo ripartire dalle nostre capacità con una tranquillità e puntualità diversa nel racconto, che vada anche a toccare i temi più scottanti ma senza dimenticare la precisione nell’argomentare e l’esposizione centrata e particolarmente ficcante. La stagione offrirà anche momenti duri e polemiche, noi non ci sottraiamo a queste, ma sempre con la consapevolezza che il nostro tipo di racconto deve essere aperto, plurale, condiviso e sereno. L’atteggiamento in questo è fondamentale, partiamo con l’idea di vivere e offrire gioia e allegria. Le novità nello specifico sono alcune rubriche nuove, tipo Techno (gestita da Mattia Pasini) che si occuperà degli approfondimenti tecnici sui vari comparti della tecnica motociclistica. Dall’elettronica all’assetto”.
“Gli occhi in griglia di partenza”
“I regolamenti nuovi dovrebbero partire dal 2027, quest’anno è tutto uguale ma noi facciamo capire a tutti come funziona anche dal punto di vista tecnico curare un assetto pre e post gara. Tutto con un linguaggio semplice e comprensibile. L’altra novità riguarda sempre Pasini, insieme a Giovanni Zamagni e Sandro Donato Grosso, farà la griglia di partenza della MotoGp. Sarà proprio in griglia a fare le interviste per scovare particolari e notizie dell’ultim’ora. Mettiamo l’occhio del pilota sulla griglia della MotoGp. Riusciamo a cogliere ancora meglio le emozioni dei piloti che stanno per partire. C’è poi il debutto di Ludovica Guerra, una vera e propria Wild Card. Farà qualche gran premio insieme a noi per impreziosire la cornice del nostro gruppo di lavoro fra dirette dai box e servizi dedicate”.
La credibilità in cabina di commento
Marc Marquez e Pecco Bagnaia
“Ci sarà a breve qualche vampata devastante di mercato, con spostamenti abbastanza noti. 3 o 4 mosse cruciali. Il favorito della stagione rimanga assolutamente Marc Marquez. Ha avuto un infortunio ma nei test è tornato quasi in perfetta forma. La parte finale dello scorso anno ci ha offerto un Marco Bezzechi in sella all’Aprilia in grande spolvero e va tenuto d’occhio. Poi c’è da sperare che Bagnaia si sia tirato fuori dalle sabbie mobili; la Honda nel team di Lucio Cecchinello ha un brasiliano da tenere d’occhio, anche lui molto giovane, si chiama Jogo Moreira: è un grande talento. Non ti devi aspettare che sia stabilmente nei primi 3 o 5. Averlo nei primi 10 quest’anno con la Honda significa impostare una crescita per il futuro. Subito dopo arriva il turco campione del mondo della Superbike, sul quale c’è un’aspettativa anche eccessiva. La MotoGp è un oggetto complicato, quindi servirà un anno da fare, da capire, per ambientarsi e poi vedere il reale potenziale in una nuova dimensione”.
Hamilton in Ferrari
Lo ripetiamo ogni anno, ma proviamo a chiederlo anche a lei: Hamilton riuscirà a fare il salto di qualità in Ferrari?
“Quest’anno le macchine, con il nuovo regolamento, dovrebbero essere un po’ più semplici da spingere forte. Quindi, forse, Hamilton potrebbe essere un po’ più agevolato. Se entra bene nel concetto della gestione dell’energia elettrica, che poi può piacere o non piacere, a me non piace tantissimo come idea, può senz’altro fare meglio dello scorso anno. La scorsa stagione c’era una macchina che soffriva certe situazioni. In Formula Uno, poi, se non li vedi fino alla fine della prima gara, sono ingiudicabili. Secondo me, anche il venerdì e il sabato dell’Australia noi non avremo i valori veri di quello che vedremo la domenica. Quindi mi permetto di sospendere il giudizio fino alla domenica della gara. La F1 fino all’ultimo secondo non scopre mai del tutto le proprie carte. La Ferrari ha migliorato la macchina, ma gli effetti – in un senso o nell’altro – si vedranno dopo le prime due o tre gare”.
Come cambia la narrazione
Tornando alla sua carriera, lei è riuscito a dare al racconto dei motori una dimensione più vicina all’intrattenimento: oggi è più difficile essere originali in questo senso, oppure i mezzi di comunicazione aiutano a creare nuove opportunità di narrazione?
“Sono coerente in questo, quindi sostengo quello che ho detto prima: essendo di base un progressista, uno che si guarda intorno, metto in conto di dovermi confrontare un ambito che in precedenza non faceva parte della mia vita. Il mio modo di raccontare che, probabilmente, è pop e aperto può deludere qualcuno o soddisfarlo. Auspicherei che eventuali critiche sui social arrivassero con educazione, ma pretenderla sulle piattaforme ho capito che è abbastanza pretenzioso. Quindi faccio tesoro delle critiche costruttive e me ne frego abbastanza delle critiche offensive o distruttive perchè, comunque, sono in un momento della mia vita e della mia carriera in cui posso permettermi di dire che la televisione la conosco abbastanza bene. Il tema cruciale è quello che forse è vero che i miei racconti sfociano nell’intrattenimento ma fanno parte di un mosaico della mia personalità e della mia professionalità”.
Pechino Express
Arriviamo a Pechino Express: cosa l’ha spinta a mettersi in gioco in un’altra veste rispetto a quella consueta?
“Non ci ho pensato due volte, appena me lo hanno proposto ho detto di sì. La televisione, se capisci come farla e in che maniera porti, è un bellissimo bacino di opportunità di crescita ed evoluzione. L’intrattenimento è sempre stato congeniale alla mia persona, non è la prima volta che mi trovo invischiato in format diversi da quella che è la mia “comfort zone”. Amo mettermi in gioco anche in declinazioni diverse, metto a nudo un mio lato più leggero e goliardico che, però, è parte di me e magari strappa un sorriso. Non ho segreti e sono più simile possibile a come sarei nella vita. Questa autenticità paga anche agli occhi del pubblico”.