Napoli – Il giorno dopo la sentenza del super-team del cuore che ha negato un secondo trapianto a Domenico, la madre Patrizia Mercolino cerca di raccogliere tutto il suo coraggio e le residue forze. «Mio figlio è un leoncino. È un guerriero», ripete come una litania. «Finché mio figlio respira, significa che è vivo e, quindi, io non lo lascio». Facendo intendere che per ora la famiglia non pensa di dare il proprio consenso al ‘distacco’ di Domenico dai macchinari. «Starò con lui fino alla fine, accanto al suo letto».

“Via al percorso di alleviamento delle sofferenze, è la cosa più umana da fare”
Ieri sera, però, il legale della mamma, l’avvocato Francesco Petruzzi, ha fatto sapere che da oggi Domenico avrà un nuovo percorso che prevede l’alleviamento delle sofferenze, che non è l’eutanasia ma ferma l’accanimento terapeutico. Non ci sono più speranze, insomma. «Abbiamo preso questa decisione – ha spiegato l’avvocato all’Ansa – dopo essere stati del medico legale che ha visionato la documentazione e ha detto che la cosa più umana da fare è ora chiedere questa procedura. Il medico legale – ha aggiunto Petruzzi – ci ha anche detto che non serve chiedere ancora dei pareri a ospedali all’estero. Tolta la sedazione, il bambino non si è svegliato – ha raccontato l’avvocato –. Avendo valutato una prognosi certamente infausta ho mandato una Pec al Monaldi per una Pcc, pianificazione condivisa delle cure, istituto introdotto nel 2017: ci tengo a precisare che non è l’eutanasia ma evita gli accanimenti terapeutici e passa tutta la terapia clinica dalla guarigione all’alleviamento delle sofferenze. Il Monaldi – ha aggiunto – dopo un’ora dalla Pec ha accettato e domani (oggi, ndr.) ci sarà il primo accesso a cui parteciperanno i genitori e il medico di parte per pianificare il percorso terapeutico della terapia antidolore».
Il papà Alfonso Caliendo e le lacrime della direttrice sanitaria
Giorni di dolore anche per il padre di Domenico, Alfonso Caliendo, figura poco conosciuta perché è rimasto finora in disparte, a casa accanto agli altri due figli, Antony e Giovanna. Non riesce a frenare le lacrime, sembra più fragile di Patrizia, la roccia della famiglia: «Domenico è più forte di me. La mattina, quando mi svegliavo e andavo a lavorare, mi diceva ‘ciao papà’. Mi manca giocare con lui, mi manca il suo sorriso, mi manca tutto di mio figlio». Intanto a brandelli vengono fuori dei retroscena che probabilmente finiranno nelle carte dei magistrati. Uno di questi lo ha rivelato l’avvocato Francesco Petruzzi: «La direttrice sanitaria ci ha ricevuto ed era in lacrime. Ci ha chiesto scusa, ci ha detto che anche lei era stata ingannata, che le avevano omesso la verità sul cuore congelato».
Le ombre sull’ospedale senza reparto trapianti
Non è l’unica ombra che si allunga in queste ore sull’ospedale delle eccellenze su cui accendono il faro gli 007 del ministero. Nei giorni scorsi Carlo Spirito, avvocato di Federconsumatori, ha denunciato: «La struttura del Monaldi non è ancora munita delle autorizzazioni sanitarie di base». Parole pesanti. «L’attività trapiantologica pediatrica è stata affidata interamente a una sola équipe che dal 2019 ha eseguito un solo trapianto pediatrico, avvenuto nel 2021, e dunque non ha raggiunto la soglia minima di sicurezza dei dieci nel triennio».

E non è l’unica anomalia segnalata dal battagliero avvocato al presidente della Regione, Roberto Fico e al direttore regionale del Centro Trapianti, Pierino Di Silviero: «Il Monaldi è un ospedale che fa trapianti ma in cui manca il ‘reparto trapianti’ perché c’è solo la Cardiochirurgia generale e dei trapianti, che ospita il Centro Trapianti di cuore».
La mamma del bimbo dal cuore trapiantato: “E’ sempre piu’ grave”
Chi sono i medici del Monaldi sospesi
Un reparto peraltro falcidiato dall’inchiesta. La direttrice della Cardiochirurgia, Marisa De Feo, è stata sospesa. Stessa sorte per altri due medici. Guido Oppido, primario, responsabile dell’Unità operativa complessa di Cardiochirurgia Pediatrica e Gabriella Farina, cardiochirurga pediatrica che segue i piccoli pazienti in lista di trapianto. Malfunzionamento del sistema, sicurezza e messa a norma del centro trapianti a livelli fragili: non più solo incidenti isolati o errori individuali.