Ad un ragazzo è stato vietato di portare la bandiera dell’Unione Europea all’interno dell’arena di Santa Giulia. Secondo una prima ricostruzione, durante la semifinale di hockey femminile Usa-Svezia, un addetto alla sicurezza, nel controllare lo zaino di un bambino di 12 anni, ha notato il vessillo europeo e ha spiegato che “quel simbolo non poteva essere introdotto nell’impianto sportivo”. Secondo la carta olimpica, ha ricostruito il Corriere della Sera, la bandiera Ue è considerata un simbolo politico e non nazionale, e il Cio ne vieterebbe l’esposizione ai tifosi.
Sulla vicenda è intervenuta la Fondazione Milano Cortina 2026. In una nota si legge: “Il Comitato organizzatore è a conoscenza dell’episodio che ha coinvolto un giovane spettatore durante la semifinale di hockey su ghiaccio, in cui una bandiera è stata confiscata durante i controlli all’ingresso. La bandiera non era vietata dal regolamento della sede e la situazione non è stata gestita nel modo corretto, soprattutto considerando l’età dello spettatore. Ci rammarichiamo per quanto accaduto e abbiamo provveduto a contattare la famiglia”.
Il caso richiama un precedente alle Olimpiadi estive di Rio 2016, quando la fiorettista Elisa DI Francisca sventolò lo stendardo Ue sul podio dell’argento, ricevendo “i complimenti di Bruxelles e i mugugni degli organizzatori”. A Milano Cortina, però, la vicenda è rapidamente diventata politica.
“Al Comitato Olimpico – ha scritto il leader di Azione, Carlo Calenda – devono aver perso definitivamente il senno. Queste Olimpiadi sono iniziate con il divieto per un atleta ucraino di indossare un casco con le foto dei suoi colleghi morti per difendere la loro patria dall’aggressore russo. E ci hanno spiegato che questa è una regola olimpica. Idiota secondo me. C’è stata un’ulteriore alzata di ingegno: togliere la bandiera della Ue a un bambino perché, hanno detto che non rappresenta un Paese ma è una bandiera politica come quella della pace. Un gesto stupido, inaccettabile, immorale”.
“Siete un branco di ignoranti – ha concluso – perché non è una bandiera politica ma la bandiera di una grande istituzione che rappresenta la cultura europea e quella occidentale e che noi insegniamo ai ragazzi a considerare come quella di una grande nazione. Ma se poi troviamo degli imbecilli che gliela buttano il lavoro è vanificato. Che vi piaccia o meno, tantissimi ragazzi si sentono europei, io mi sento europeo, siamo europei. Invito tutti quelli che andranno a seguire le gare a portare con sé una bandiera europea”.
L’articolo La storia della bandiera Ue confiscata a un piccolo tifoso proviene da Blitz quotidiano.